Il Tirreno

IL CASO

«Bellugi fu eletto dai cittadini»

Franco Frediani torna sulla querelle della targa mai apposta

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MASSA. Franco Frediani non ci sta. Lui da anni si batte perchè la città ricordi, almeno con una targa, Ubaldo Bellugi, poeta e scrittore di valore. Ma il Bellugi fascista divide. «L’altra sera ho avuto modo di seguire il dibattito su Bellugi, su Antenna 3 - scrive in una lettera -. Al dibattito ero stato cortesemente invitato ma ho deciso di non partecipare poiché temevo, come poi è avvenuto, che la discussione scivolasse sul terreno della politica, terreno sul quale non intendo misurarmi; c'è già chi lo fa di mestiere. A chiosa di quanto ascoltato mi corre l'obbligo di alcune osservazioni : nonostante ne abbia già dato smentita, si persiste a "giocare" e ad attribuirmi la frase "errore di gioventù", frase da me mai pronunciata. Che errore e errore, Bellugi fu convinto fascista dalla prima ora ! ( per inciso, nessuno l'ha detto, ma il suo primo mandato come amministratore pubblico fu anteriore al fascismo ed eletto dal voto dei cittadini e non dal Regime). Chi comunque avesse ancora dei dubbi può richiedermi la registrazione di quanto ho detto quella giornata Bellugiana, una giornata che voleva celebrare il letterato e poeta in dialetto, così come recitava la lapide della quale ne è stata poi vietata l'apposizione. L'ingerenza dell'Amministrazione Comunale ha infatti indotto la Chiesa a fare retromarcia ,una sorta di "ricatto" bello e buono, e chi ha orecchie per intendere intenda. Ma torniamo a Bellugi, un letterato di cui la città dovrebbe andar fiera e farsene vanto. Purtroppo anche l'Assessorato alla cultura lo ignora : nel programma degli eventi estivi 2012, non compare nessuna manifestazione che lo ricordi e lo faccia conoscere anche ai turisti. Per concludere, quello che mi stupisce maggiormente è l'incongruenza di certe affermazioni. Chi nega l'apposizione di una lapide o la titolazione di una piazza motiva il diniego asserendo che il poeta non può prescindere dal " fascista della prima ora" Quelle stesse persone però affermano anche di ammirare e plaudire al poeta e commediografo, aggiungendo che le sue opere dovrebbero essere divulgate nelle scuole, in questo caso distinguendo il poeta dal "fascista". Alla faccia della coerenza che vorrebbe fossero disertate le sue commedie e buttate al fuoco le sue poesie. La verità vera è che anche se si apprezzano le sue poesie, Bellugi resta "il fascista", capro espiatorio di tutto il ventennio, e come tale relegato nel limbo. Il busto che è esposto nel Teatro Guglielmi (negli ex orinatoi!!) è lì solo perché a realizzarlo è stato Gigi Guadagnucci. Forse, avremmo dovuto rivolgerci a lui anche per la realizzazione della lapide»

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