Proteste
Terme, deserta la gara per la vendita
Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi: verrà ripetuta a trattativa privata con riduzione dell’importo iniziale di 850mila euro
FIVIZZANO. Nessuna offerta è pervenuta all’ufficio gare del Comune per l’acquisto del 100% delle azioni della società che gestisce le Terme di Equi il cui prezzo era stato determinato in 850mila euro.
La scadenza per la presentazione delle offerte era infatti fissato per ieri mattina ma nessun plico è pervenuto per acquisire lo stabilimento termale che l’attuale società per azioni composta da Comune di Fivizzano, Provincia di Massa-Carrara, Comunità montana della Lunigiana (ora Unione di Comuni), Camera di commercio, Cat Spa, Comune di Carrara e quelli di Casola e Aulla e infine i soci privati Silvia Belli e Paolo Domenichelli aveva deciso di mettere in vendita.
Andato a vuoto il primo tentativo di alienazione delle azioni, prossimo passo, così come ci anticipa il sindaco Paolo Grassi, sarà la ripetizione della gara con una riduzione dell’importo richiesto che sarà più basso di 850mila euro proposto nella prima gara.
La nuova gara però si svolgerà a trattativa privata ossia tutti coloro che presenteranno un’offerta dovranno poi affrontare l’argomento acquisto direttamente con la proprietà. E pare che deserta andrà anche la gara prevista per oggi alle 13 per la vendita del ramo di azienda di albergo e ristorante sempre dello stabilimento termale di Equi il cui prezzo minimo d’asta era stato determinato in un milione e 500 mila euro.
Anche in questo caso se nessuno farà pervenire delle offerte è facile che la società Equi di Terme spa deciderà di ripeterla probabilmente ritoccando il prezzo al ribasso.
Dunque al momento l’argomento vendita delle Terme si chiude con un nulla di fatto e si dovrà ancora attendere per l’eventuale passaggio di proprietà dello stabilimento e l’annesso hotel.
La vicenda legata alla vendita delle Terme di Equi allunga dunque i tempi, lasciando intravvedere una non facile soluzione, malgrado sia stato tentato di valorizzare stabilimento e impianti.
Resta ora da sperare che l’abbassamento dell’importo iniziale sia ritenuto più appetibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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