Il Tirreno

«Qui si perde una mattinata, impossibile andare avanti così»

«Qui si perde una mattinata, impossibile andare avanti così»

 «Non ne possiamo più di perdere le mattinate in attesa del nostro turno», sale la protesta degli utenti del Cup di via Bassa Tambura. Ieri mattina si è sfiorato l’incidente, ma comunque una...

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MASSA. «Non ne possiamo più di perdere le mattinate in attesa del nostro turno», sale la protesta degli utenti del Cup di via Bassa Tambura. Ieri mattina si è sfiorato l’incidente, ma comunque una zuffa c’è stata ed è dovuta intervenire la polizia per riportare la calma e una donna incinta è finita al pronto soccorso. «È successo tutto questo perché a quel signore avevano detto che non avrebbe dovuto fare la coda - spiega un cinquantenne che ha deciso di tornare a casa dopo che ha visto la polizia -. Quando ha capito che invece non aveva alcuna priorità e che aveva anche sbagliato la fila ha perso la testa. E ha sbagliato a prendersela con quella donna, lei poverina non aveva colpe. Però l’operatore poteva starsene al posto suo».

L’operatore invece ha evitato guai peggiori alla signora incinta, se non si fosse messo in mezzo probabilmente sarebbe stato peggio. Ne è convinta un’anziana che nonostante tutta la confusione è rimasta al suo posto: «E dove andavo? - si domanda stupita -. Sono vecchia e non posso fare molto. Certo mi è dispiaciuto vedere queste scene. Ma a casa non ci vado finché non ho fissato la visita, altrimenti butto via una mattinata. E mio marito è a casa che mi aspetta, se non gli faccio da mangiare poi mi urla di tutto».

Chi non parla è l’impiegato rimasto coinvolto nella lite. Si è chiuso in uno stanzino accanto alla sua postazione: «Ha difeso quella ragazza, quando mi hanno chiamato dicendo che c’era un problema allo sportello e che era intervenuto lui ho capito che poteva trattarsi soltanto di questo perché lui è uno che non ha mai dato un problema», dice chiaramente il responsabile del servizio Enrico Raggi prima di chiedere di non fotografare i ragazzi che sono al lavoro. Poi aggiunge: «Capisco la tensione, capisco le lunghe attese snervanti ma arrivare a prendersela con una donna incinta proprio non lo tollero. Non esiste alcuna priorità, per nessuno. Probabilmente neppure quando riformuleremo il servizio ci sarà una coda più veloce delle altre perché tutti hanno le loro esigenze e tutti hanno dei problemi da risolvere».

Poi la speranza che con il futuro qualcosa possa cambiare: «Stiamo progettando un Tel Cup in grado di smaltire una chiamata entro centoventi secondi, ma a pieno regime contiamo di ridurre i secondi a venti. Non solo, stiamo lavorando per trovare un accordo sia con Poste italiane sia con Lottomatica per pagare i ticket negli uffici postali o nelle tabaccherie, questo farebbe diminuire di molto la pressione. Ma per ora le forze in campo sono queste e di più non possiamo fare. Basta comportarsi civilmente e quello che è accaduto oggi non accadrà mai più».

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