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Politeama, scatta l’ istanza in tribunale

Politeama, scatta l’ istanza in tribunale

Colpo di scena dei piccoli condomini, chiedono alle autorità giudiziarie di vigilare sull’assemblea

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CARRARA. Politeama centrale, altro colpo di scena: i piccoli proprietari chiedono la "supervisione" della procura per le assemblee di condominio. Un'istanza per far sì che "tutto quanto sarà deliberato dall'assemblea condominiale in merito alla progettazione e all'assegnazione dell'incarico e alla successiva esecuzione dei lavori di consolidamento sia preventivamente concordato e/o autorizzato dall'autorità giudiziaria competente", per evitare "delibere viziate" e "pericoli per la pubblica incolumità": ecco quanto è stato presentato mercoledì mattina al giudice del tribunale di Carrara Cosimo Maria Ferri e al pm della procura di Massa Alberto Dello Iacono, lo studio legale Macchiarini e Pasquali a nome di Salvatore Milano, uno dei "piccoli proprietari" del condominio centrale del Politema.

Il documento è stato inoltrato alle autorità proprio nel giorno dell'assemblea di condominio, la quarta consecutiva, dedicata alla discussione sull'affidamento dell'incarico per la ristrutturazione. Un ordine del giorno su cui dallo scorso gennaio si è creata una situazione di stallo per via della ferma opposizione dei "piccoli proprietari" (titolari di immobili acquistati dalla Caprice) ad affidare l'incarico a maggioranza: se la delibera per la progettazione e l'avvio della ristrutturazione fosse votata con il consenso del condominio, infatti, anche le successive spese sarebbero "spalmate" tra i vari proprietari. I condomini che hanno acquistato gli appartamenti dalla Caprice, chiedono invece che sia proprio la srl ad accollarsi tutte le spese, in quanto "venditore e ristrutturatore" del palazzo.

In mezzo il Comune, anche lui titolare di una porzione del palazzo che continua a dirsi "super partes" ma che nell'ultima assemblea si è espresso contro l'ordine del giorno dei "piccoli proprietari" che chiedevano alla Caprice di farsi carico di tutti gli oneri, ritenendolo illegittimo.

Mercoledì sera, la nuova assemblea, conclusasi per l'ennesima volta con un nulla di fatto: ma proprio in occasione di questa riunione Salvatore Milano, presidente di turno della seduta ha tirato fuori l'asso nella manica, chiamando in causa l'autorità giudiziaria. Un'istanza, quella recapitata in procura e in tribunale ma anche all'assemblea di condominio, incentrata su una serie di presupposti molto chiari: il procedimento penale in corso sul Politeama, innescato dal sequestro ordinato dopo il cedimento della colonna nella parte centrale del Palazzo, nel giugno 2008; il sequestro preventivo della struttura, che ha fatto "venir meno il potere di disposizione sull'immobile dei proprietari " chiamati a richiedere l'autorizzazione del giudice per ogni "minima attività"; il fatto che i due condomini che detengono la maggioranza assoluta dei millesimi, ovvero la Caprice e il Comune siano citati a comparire nel processo come responsabili civili e che i legali rappresentanti della stessa srl e due funzionari del municipio compaiano anche come imputati; il tentativo, da parte della Caprice e del Comune di "imporre secondo le proprie esclusive determinazioni, l'affidamento dell'incarico di progettazione e successiva esecuzione dei lavori di consolidamento". Secondo i legali di Milano, in sostanza, "la permanenza del sequestro preventivo unitamente alla particolare posizione nel processo penale di Caprice e Comune può determinare in assenza di preventivo vaglio e di necessaria autorizzazione dell'autorità giudiziaria, l'adozione di delibere potenzialmente viziate con concreto rischio di aggravare le conseguenze del reato, con pericolo per la pubblica incolumità e/o commissione di nuovi reati". «Abbiamo massima fiducia nella giustizia e ci rimetteremo alle sue decisioni», ha commentato Marco Tonelli, direttore generale del Comune, che si è detto favorevole a qualsiasi soluzione legittima che permetta di superare l'impasse del Politeama Centrale.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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