Sicurezza
Lite davanti allo sportello Donna incinta all’ospedale
È stata aggredita da un anziano che non voleva più fare la coda per il ticket L’ha spinta e minacciata con un cartello in ferro. L’uomo fermato dall’impiegato
MASSA. Nei giorni scorsi la zuffa si era sfiorata, ieri mattina invece c’è stata. E a farne le spese è stata una ragazza incinta che è stata aggredita da un anziano che voleva passarle davanti perché aveva sbagliato fila ed era convinto di avere diritto a non attendere la chiamata degli operatori. Stiamo parlando del Cup di via Bassa Tambura. La giovane è finita al pronto soccorso, accompagnata da un’ambulanza chiamata dai responsabili del centro.
Ma si è rischiato grosso perché l’anziano che l’ha assalita era davvero fuori di sé. Stava aspettando da parecchi minuti («mi avevano detto che non avrei dovuto fare la coda», ha raccontato tremante agli agenti delle volanti che sono intervenuti) e quando gli hanno detto che doveva andare da un altro impiegato ha perso la testa: c’era una donna al sesto mese di gravidanza davanti allo sportello e lui non ne ha voluto sapere, voleva essere servito. Doveva prenotare e pagare i prelievi per un parente che deve essere curato a domicilio. La ragazza non ha fatto a tempo neppure a dirgli di attendere che si è vista strattonare. A questo punto è intervenuto l’operatore, ha fermato l’uomo e i due hanno cominciato a spingersi. Il più anziano ha afferrato uno dei cartelli, con tanto di asta e piedistallo di ferro e lo ha brandito a mo’ di clava. Il più giovane però lo ha fermato, nella colluttazione l’aggressore è finito in terra con la camicia stracciata. La ragazza invece è diventata paonazza e non riusciva a respirare. Vista la delicatezza della situazione è stata chiamata l’ambulanza che l’ha portata al pronto soccorso. Non ha riportato ferite, ma è rimasta in stato di choc per tutta la mattina. Poi è tornata a casa sua.
Intanto in via Bassa Tambura sono intervenute due volanti della polizia: gli agenti hanno riportato la calma, anche se molte delle persone che erano in coda ad aspettare il loro turno se ne erano andate. L’anziano che aveva provocato il parapiglia era seduto su una sedia, mentre l’operatore che aveva difeso la donna era stato rinchiuso in un ufficio dai suoi colleghi a sbollire la rabbia. I poliziotti non hanno denunciato nessuno, semmai saranno i protagonisti della vicenda che potranno presentare querela. Anche se al momento sembra che nessuno dei tre voglia fare questo passo.
Anche un paio di mattine fa si era sfiorata la zuffa, ma poi gli animi si erano calmati. Altre volte persone esasperate tentano di raggiungere gli uffici ai piani superiori per sfogare tutta la loro rabbia con i responsabili del centro. Può sembrare strano, ma qui è la normalità.
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