Franca Leonardi: l’Emergenza-urgenza in una sede unica
Appello dell’assessore medico a non smembrare i servizi «Con gli spostamenti rischi gravissimi per i pazienti»
MASSA. Si scatena di nuovo, tra Carrara e Massa, la corsa all’aggiucarsi questo o quel reparto ospedaliero. Ortopedia a te, Pediatria a me... È la discussione sul Pal 2013 ad alimentare questa diatriba, che dovrà essere risolta dalla Conferenza dei sindaci: il nuovo piani sanitario prevede una sostanziale riorganizzazione delle degenze e dei servizi che porterà inevitabilmente ad accorpamenti e riduzioni, anc he in vista del nuovo ospedale unico. E il problema è sentito anche dagli stessi primari ospedalieri, che chiedono a gran voce di risolvere il problema dei doppioni nei due ospedali della costa non potendo più garantire su 2 presidi prestazioni sanitarie adeguate visto anche il blocco del turn-over di coloro che sono andati in pensione o si sono trasferiti in altra sede.
Sulla questione interviene Franca Leonardi, assessore alal Sanità ma anche medico-dirigente. Per dire: «Certo è meglio un buon servizio anche se unico piuttosto che due zoppicanti». Aggiungendo, però: ma attenzione a non esagerare.
«Ho solo una osservazione – scrive la Leonardi – da inoltrare alla direzione Asl in qualità di medico che ha operato per lunghi anni nella urgenza/emergenza (sia in Sala Operatoria che nelle terapie intensive) e nella emergenza territoriale in qualità di Direttore del Deu. Qualunque sia la sede prescelta (Carrara o Massa) non si separi la Chirurgia generale, la Chirurgia vascolare, la Traumatologia e la Radiologia interventistica se non vogliamo andare incontro a seri guai sanitari specialmente nei traumatisti che rappresentano il 40% circa degli accessi nei Pronto Soccorso della zona delle Apuane.
Unica deve essere la sede ove far confluire le urgenze/emergenze chirurgiche e traumatologiche perché ricordo, non certo agli addetti al lavoro che lo sanno bene, che non sempre la diagnosi sul luogo dell'evento è chiara e si riesce a discriminare immediatamente la lesione più grave e quindi orientare il ricovero e che frequentemente le lesioni traumatiche interessano visceri e ossa. Costringere ad un trasporto pendolare i pazienti più gravi e in equilibrio cardiovascolare instabile è veramente impensabile: la sede ospedaliera ove far affluire le emergenze chirurgiche e traumatologiche deve essere unica».
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