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Finanziamenti negati, 2 fratelli contro Invitalia

Finanziamenti negati, 2 fratelli contro Invitalia

Rigettata la domanda per l’apertura di un’impresa edile, ora il contenzioso finisce al Tar

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CARRARA. In tempi di crisi trovare giovani imprenditori disposti ad investire per aprire una nuova attività è difficile e quando si trovano, può succedere, come nel caso dei fratelli Bertola, di inciampare in una burocrazia che ostacola, invece di agevolare.

E' la storia di due giovani fratelli imprenditori carraresi, Luca e Michael Bertola (nella foto) che hanno trovato in Invitalia un ostacolo alla loro attività edile. E ne stanno ancora pagando le conseguenze, anche in termini di commesse, l’ultima di 100mila euro, perse.

Ma procediamo con ordine, Nel 2010 i due fratelli si sono rivolti ad Invitalia per aderire al bando di finanziamenti rivolti a giovani disposti ad aprire nuove attività.

Da allora con l'agenzia si è aperto un contenzioso che oggi è arrivato al Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze.

«Ci siamo rivolti ad Invitalia per poter avviare un'impresa edile – racconta Michael Bertola – abbiamo inviato regolarmente la richiesta di finanziamento che l'agenzia ci ha rifiutato con una lunga serie di motivazioni che riteniamo sbagliate».

I due fratelli presentano allora una controdeduzione in cui, tra le altre cose, fanno notare che la libera professione di geometra di Michael Bertola non rappresenta un ostacolo all'apertura dell'azienda ma semmai un valore aggiunto per lo sviluppo industriale.

Ma alla vigilia di Natale del 2010, Invitalia comunica ai fratelli Bertola che la domanda non può essere accolta.

Nonostante il rifiuto del finanziamento, i due fratelli aprono l'azienda, riuscendo anche a rispettare il piano industriale raggiungendo il fatturato prefissato. «Abbiamo comunque iniziato l'attività ma oggi, anche se vorremo, non possiamo assumere perché abbiamo ancora la pratica ferma con Invitalia e non possiamo acquistare mezzi o aprire una sede». «Il lavoro non manca – spiega – però dobbiamo affittare tutto ciò che ci serve per allestire cantieri, così dobbiamo rifiutare anche grandi commesse. L'ultima rifiutata era da 100mila euro».

Affittare materiali e mezzi rende difficile trovare commesse che riescano a coprire le spese e produrre guadagni. Uno dei tanti esempi riguarda l'elevatore utilizzato normalmente nei cantieri: «Nuovo costerebbe 10mila euro, l'affitto 5 mila – racconta Michael – non solo, se Invitalia ci avesse dato il finanziamento, con 5 mila euro l'avremmo comprato perché l'altra metà era coperta».

Così i Bertola hanno deciso di rivolgersi al Tar del Lazio che ha rigettato l'istanza perché non competente a livello territoriale.

Ora la pratica è ferma da mesi al Tar di Firenze, intanto i due giovani si ritrovano con un'attività avviata pur nell'impossibilità di acquistare mezzi o fare finanziamenti.

Uno dei tanti paradossi nell'Italia che per uscire dalla crisi economica vorrebbe puntare e investire sui giovani.

Ma che, con mille ostacoli finisce per non aiutarli, anzi addirittura per metterli in seria difficoltà.(l.bo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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