Sicurezza
Ex colonie: alberghi sì, ma anche case
Va avanti il PIano strutturale seconda versione, tutto o quasi come prima. Pucci: approvazione entro fine anno
MASSA. Che fine ha fatto il Piano strutturale? Approvato definitivamente nel dicembre 2010 dalla maggioranza Pucci, è stato poi semi-affondato, l’estate successiva, da Regione e Provincia che hanno ravvisato “rilevanti elementi di contrasto” tra le previsioni del Piano stesso e le norme regionali di governo del territorio. Imponendo, attraverso la costituzione di una commissione paritetica, la ri-approvazione, con modifiche, di alcuni dei punti più importanti dello strumento urbanistico per lo sviluppo della città. Quelli che riguardano Ronchi, Poveromo, il futuro delle ex colonie in zona Partaccia, le scelte sulle “aree di bordo” al confine tra la Statale Aurelia e la zona industriale.È stata una dura battaglia tenico-politica, con il Pd da una parte che ha spinto e ottenuto la “bocciatura” del Piano, e la maggioranza Pucci dall’altra, che è riuscita a salvare l’impianto delle sue scelte urbanistiche.
Da allora, attorno al Piano strutturale è calato il silenzio. La giunta Pucci, che aveva impresso una forte (e contestata) accelerazione al percorso per l’approvazione, sembra avere perso ogni fretta. Nel frattempo, le norme di salvaguardia (che, comunque, scadranno a maggio) sono state allentate, diminuendo il pressing di costruttori e geometri contro “l’edilizia bloccata”. Contribuendo ad allontanare l’attenzione dalla questione.
In sostanza, in questi mesi, il Piano strutturale si è fermato, è arretrato ed è ripartito – come in un gioco dell’oca – dalla casella a cui lo ha rinviato la commissione paritetica. «E sarà riapprovato confermando in sostanza la nostra filosofia», dice il sindaco Roberto Pucci. Cioè: le osservazioni sul dimensionamento del Piano – vale a dire quanto si potrà costruire in relazione agli abitanti e alle risorse del territorio – sono in fase di accoglimento da parte degli uffici tecnici del Comune. Si tratta, secondo Pucci, «di correggere alcuni errori materiali e punti poco chiari che hanno indotto la Regione a ritenere che fra l’adozione e l’approvazione definitiva del Piano, ci fossere degli aumenti di volumetria. Non era così e lo chiariremo meglio: la previsione di 6mila nuovi alloggi c’era prima e ci sarà nella seconda versione».
Più complessa la questione delle ex colonie, di Ronchi-Poveromo e delle aree di bordo. Per queste Utoe (così si chiamano le unità in cui il Piano strutturale suddivide il territorio), la Regione ha detto chiaro che non si possono fare varianti anticipatrici, cioè le scelte su di esse devono seguire il percorso del resto del Piano. Vale a dire: adottare di nuovo quella parte di Piano, ri-pubblicarla, consentire le osservazioni da parte di cittadini, enti, associazioni; fornire ad esse le dovute controdeduzioni; approvare definitivamente lo strumento. Un lavoro che, prevede il sindaco, si concluderà entro l’anno.
«Ma anche in questo caso – sottolinea Pucci – mantenendo salde, semplicemente chiarendole a migliorandole, le nostre scelte di fondo.
Che sono: sulle ex colonie il passaggio della destinazione d’uso ad alberghiero, con il mantenimento dei volumi e delle caratteristiche architettoniche attuali, ma con la cessione del 25% delle volumetrie all’edilizia residenziale. «Una misura per attrarre investimenti sulle ex colonie: nessun imprenditore è in grado di investire milioni su queste strutture (ex Torino, ex Fiat, Quisisiana, Motta, mentre la ex Ugo Pisa il Comune ha deciso di metterla a disposizione dell’istituto alberghiero) senza un ritorno economico immediato e certo derivante dalla vendita di case sul mercato privato. Misura che la Regione ha riconosciuto valida a patto di un incremento zero dei volumi», spiega il sindaco.
Sull’area di confine tra Aurelia e zona industriale saranno confermati i 10mila metri quadrati di Sul (superficie utile lorda) per nuovi insediamenti commerciali “no-food”, i “famosi” Decathlon, Leroy-Merlin ecc.
Stesse valutazioni per Ronchi Poveromo (dove tutto, vedi articolo a fianco, è legato alla sorte di Riva dei Ronchi): volumetrie e destinazioni mantenute, ma “meglio definite”.
Il tutto sarà portato in consiglio comunale entro fine anno. E il Regolamento urbanistico? «Arriverà entro la fine del mandato».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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