Sicurezza
Zubbani: nessun reparto lascia Carrara
Il sindaco fa chiarezza: il Pal è ancora in discussione, ma 40 medici hanno chiesto gli accorpamenti per andare avanti
CARRARA. «Facciamo chiarezza sul futuro della sanità carrarese. Ma senza fare dell’ospedale e dei suoi reparti solo una strumentalizzazione elettorale».
Il sindaco Angelo Zubbani non ci sta. E, proprio in avvio di quella che si annuncia una campagna elettorale molto concitata, fa il punto sulla sanità. Cominciando a parlare del Pal, quel piano attuativo locale finito nel mirino delle critiche per gli annunciati accorpamenti e traslochi di reparti eccellenti, da Carrara a Massa come ad esempio nel caso di ortopedia e chirurgia.
«Nessuna decisione non concordata» Zubbani comincia dal principio. Dalla bozza del Piano attuativo locale.
«Lo so che forse a qualcuno fa comodo dire il contrario - spiega il sindaco - ma ad oggi c’è solo una proposta di Pal straordinario che il direttore generale dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis, ha inoltrato al presidente della conferenza dei sindaci, Roberto Pucci. Con una lettera in cui proprio la dirigente mette nero su bianco che: “non è stato possibile portare a una sintesi unitaria la commissione ritengo quindi di rimettere la decisione finale sul Pal alla conferenza dei sindaci”. In sostanza l’ok a quel piano, ad oggi, non l’ha dato ancora nessuno». E per il sindaco di Carrara tutto sarà rimandato, necessariamente, a dopo le elezioni: «Non solo per evitare strumentalizzazioni- spiega - ma anche perchè io, i sindaci Pucci e Buffoni e Varese per la Lunigiana, abbiamo chiesto all’Asl di integrare con una nota del risparmio, in termini strettamente economici, legato al riordino della sanità previsto dal Pal. Solo a questo punto decideremo, alla conferenza dei sindaci, se ritirare quella bozza o portarle nei consigli comunali. Tutto è ancora in divenire: di decisioni non concordate non ce ne sono. Questa è la verità».
40 medici vogliono gli accorpamenti Se ne è parlato già da tempo. Ed è divenuta una proposta concreta nella bozza del Pal licenziata dall’Asl: in sostanza si tratta di creare un polo chirurgico unico su Carrara, e uno ortopedico a Massa. Accorpando i reparti già esistenti.
«Partiamo dal presupposto che il nostro impegno, sancito anche dall’espressione del consiglio comunale il 20 luglio e il 21 agosto scorso, è quella di mantenere lo status quo, non toccare i reparti, fino alla realizzazione dell’ospedale unico - precisa Zubbani - Ma bisogna tenere conto anche delle esigenze che, proprio in questi mesi, sono arrivate dall’interno della nostra sanità».
E Zubbani mostra e fa riferimento a due lettere. Una firmata da tutti i primari chirurgici: (Lombardi, Troiani, Pavolini, Passani, Muscatello, Isoppi e Vocaturo) e un’altra anche da tutti gli altri medici di chirurgia e ortopedia, di Carrara e di Massa. «Sono proprio loro, gli stessi medici a scrivere che, a causa della sofferenza degli organici, con il blocco del turn over e le non sostituzioni delle maternità e delle malattie, anche per quel che riguarda infermieri e tecnici, i reparti non possono reggere e l’azienda deve scegliere di accorpare». «Qui non si tratta di politica - continua Zubbani - sono i medici ad indicare questa strada. Se il monoblocco ha la capacità di accoglienza potremmo fare una battaglia per avere a Carrara tutto il blocco legato al politrauma. O magari fare scegliere ai cittadini, con un referendum se preferiscono essere curati, al meglio, in un reparto accorpato, o mantenere distinte le due unità operative».
Zubbani: cardiologia non si tocca Sul Pal non è stato ancora deciso, e soprattutto approvato nulla. Ma alcuni paletti Zubbani si sente di metterli. «Cardiologia deve mantenere il suo presidio a Carrara - ribadisce il sindaco - e l’Hospice non deve rimanere al Don Gnocchi, è un progetto di Carrara per cui ci siamo battuti per anni».
E per quel che riguarda i lavori in corso: «Al Pronto soccorso l’ampliamento è quasi ultimato - spiega il Zubbani - a Breve partiranno i cantieri per la Pet Tac. Mentre è confermato l’arrivo dell’acceleratore al civico e per il futuro della Pet Tac e della medicina nucleare su Carrara».
«La nostra posizione è di difendere gli interessi della città - conclude Zubbani - partendo dagli impegni assunti nel 2003 e sapendo però che le cose, oggi sono cambiate in peggio».
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