Il Tirreno

Santificare le feste: commercio in sciopero

Santificare le feste: commercio in sciopero

No al lavoro per Pasqua, 25 Aprile e Primo Maggio, in Toscana torna la guerra delle aperture

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MASSA. Negozi e (soprattutto) grande distribuzione aperti anche nei giorni di festa “comandata”.E allora noi facciamo sciopero.Proprio in quei giorni.

Filcams, Fisascat e Uiltuc della Toscana riaprono così la battaglia sul lavoro festivo. Le tre organizzazioni sindacali hanno indetto tre giorni di sciopero, per l’intera giornata, per Lunedì dell'Angelo (lunedì prossimo), per il 25 aprile e per il Primo maggio. Una mobilitazione con cui Cgil, Cisl e Uil intendono contrastare le scelte del governo e delle aziende «e tenere alta l'attenzione sul tema delle liberalizzazioni tenendo conto delle singole situazioni territoriali».

Da tempo le organizzazioni sindacali – che in questo hanno trovato una sponda nel presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – contestano l’articolo 31 del decreto “Salva Italia” con cui il governo Monti liberalizza il mondo del commercio. No, dunque alle aperture delle prossime festività di Pasqua, 25 aprile e Primo maggio per «il rispetto del significato e del valore sociale delle feste sia civili, sia religiose». E no alla liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali.

Problemi che riguardano anche Massa, dove la presenza delle catene della grande distribuzione è massiccia e dove – va detto con il consenso dei negozianti – il calendario delle festività con negozi aperti è parecchio spinta. Problemi che, secondo i sindacati, devono essere regolati attraverso accordi fra parti sociali e istituzioni, «in difesa dei più deboli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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