Il Tirreno

«Prigionieri dei nostri inqulini»

La storia di una giovane coppia che non riesce a sfrattare una famiglia morosa

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MASSA. “Prigionieri” dei loro inquilini. È la storia a tratti sconcertante di una coppia di giovani massesi che, racconta, non riesce a liberarsi degli affittuari a cui, quattro anni fa, ha dato in locazione parte dell’abitazione.

Francesco ed Erica (lei in attesa di un bambino) le stanno provando di tutte, ma temono che la situazione possa degenerare. E chiedono dunque aiuto. In Comune,ad esempio; dove, però, dicono, non hanno ottenuto risposte chiare.

La vicenda ha inizio quattro anni fa, quando i duie affittano il piano seminterrato della loro casa in via Quercioli a una famiglia marocchina. All’inizio va tutto bene: affitto pagato regolarmente, rapporti di vicinato nella norma. Poi, succede che il capofamiglia perde il lavoro, i pagamenti saltano, i rapporti si fanno più tesi. «Anche perchè - racconano Erica e Francesco – il capofamiglia spariva per lunghi periodi, tornava senza avvertire, la casa si riempiva di sconosicuti».

Così, scaduto il contratto e vista la morosità degli inquilini, i due massesi decidono di mettere alla porta i marocchini. Cosa finora non riuscita. «Sembra impossibile riuscire a sfrattare questa gente: siamo andati in Comune e ci hanno detto che non è possibile lasciare senza un tetto dei bambini (la famiglia affittuaria ha tre bimbi), che bisogna aspettare, trovare una soluzione...».

La coppia si rivolge anche ai vigili urbani, ma neanche loro risolvono la questione: «Han no detto che non possono intervenire». Un intervento, la polizia municipale però lo fa: accerta che la parete divisoria alzata dal signor Francesco per separare la sua abitazione dalla parte affittata, è abusiva e quindi deve essere demolita. «Oltre il danon, la beffa – commenta la coppia – noi siamo dispostissimi ad abbattere la parete. Ma a patto che quei signori se ne vadano. Anche perchè senza di essa non c’è alcuna separazione tra le due famiglie, c’è una promiscuità che non siamo in grado di accettare».Insomma: quella decisione di affittare casa che sembrava una buona idea per aiutare qualcuno e per ottenere una risorsa economica in più, si sta rivelando per Erica e Francesco una specie di incubo.

«Siamo preoccupati, non vorremmo che la situazione degenerasse. Ogni volta che chiediamo al capofamiglia di lasciare liberi i locali, lui risponde in modo aggressivo, mia moglie è in gravidanza, siamo in una situazione delicate e difficile...», dice ancora Francesco.(c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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