Sicurezza
Il piromane finisce in psichiatria
Domiciliari all’uomo che ha bruciato il bagno della Finanza per due volte: «Siamo certi, è stato lui»
MASSA. È stato arrestato martedì sera Giuseppe Renato Rocchetti, l'uomo che il 10 di marzo si era autoaccusato davanti alle telecamere del Tg3 di aver incendiato per due volte, il 20 gennaio e il 7 marzo scorsi, lo stabilimento balneare della guardia di finanza a Marina di Massa.
Rocchetti, 35 anni, è affidato al reparto di psichiatria dell' ospedale di Massa ed è piantonato giorno e notte. La decisione della magistratura è dovuta al fatto che l'uomo è «considerato psicologicamente instabile». Anche per questo è stato necessario metterlo ai domiciliari. A casa del resto, con la mamma settantenne, non era possibile tenerlo. Il fatto che sia considerato psicologicamente instabile già in questa fase potrebbe giocare in suo favore in vista del processo. Potrebbe essere giudicato impunibile proprio per questo suo disturbo. Anche se saranno i periti a stabilirlo.
Anche nei mesi precedenti ai roghi, aveva manifestato «segni di squilibrio», fanno sapere gli investigatori. Il trentacinquenne è stato arrestato dopo che le indagini hanno portato ad individuare a suo carico gravi indizi di prova che si sono aggiunti alla sua autoaccusa. A chiedere la misura restrittiva è stato il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono ed è stata concessa dal gip Giuseppe Laghezza. Dopo l'autoaccusa era stato denunciato per incendio doloso. L'uomo, un disoccupato, aveva dichiarato di essere perseguitato dalla guardia di finanza che a suo dire lo avrebbe anche pedinato e per questo aveva anche tentato di darsi fuoco davanti al tribunale di Massa.
Il procuratore Aldo Giubilaro e gli investigatori della guardia di finanza hanno escluso che gli incendi possano essere collegati a episodi diversi dallazione solitaria di una persona con gravi problemi di salute. In un primo momento non vennero scartate le ipotesi della vendetta di qualcuno che aveva subito accertamenti fiscali oppure della criminalità organizzata.
La magistratura ha escluso anche che l'uomo fosse in qualche modo stato preso di mira dalla guardia di finanza. Anzi, nessun accertamento era stato fatto nei suoi confronti. A far cadere le attenzioni delle fiamme gialle su di lui quello che scriveva sul suo profilo di Facebook contro la finanza. Ma non è stato l’unico sospetto, gli uomini del colonnello Giuseppe Autuori hanno lavorato a 360 gradi non scartando alcuna ipotesi, anche quando Rocchetti aveva confessato di essere lui il piromane. Fino a raggiungere quel quadro indiziario che ha fatto scattare la misura cautelare.
Adesso c’è da lavorare per far tornare in funzione lo stabilimento Lido del finanziere: delle quaranta cabine che c’erano, e che sono andate in fumo, ne verranno ricostruite la metà. Sarà un’estate a singhiozzo per le fiamme gialle e i familiari, ma l’intenzione è di aprire lo stabilimento proprio per la stagione estiva. Il problema sono i costi da sostenere per la ricostruzione che saranno tutti a carico della Finanza.
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