Sicurezza
Affitti, boom registrazioni Tutti a smascherare il nero
Adesso anche i proprietari, dopo gli inquilini, in coda all’Agenzia delle Entrate Lo fanno per evitare la beffa dei canoni ridotti dell’80% e il contratto di 8 anni
MASSA. Un po’ l’Imu per la seconda casa che si preannuncia una mazzata, molto il timore che gli inquilini con affitto in nero vadano all’Agenzia delle Entrate a registrare il contratto fantasma e ottengano un canone a prezzi stracciati. Insomma, da qualche settimana a questa parte i proprietari di immobili fanno la fila per dichiarare di avere dato in locazione un appartamento di loro proprietà. Un flusso talmente anomalo che fa sorridere gli stessi impiegati dell’Agenzia dell’Entrate e che fa emergere decine di migliaia di euro al mese di canoini che erano sconosciuti al fisco.
L’allarme è cominciato proprio dopo un articolo del Tirreno che evidenziava come gli inquilini avessero colto al volo l’occasione offerta dalla legge. Decine di famiglie avevano potuto registrare il contratto senza bisogno del padrone dell’immobile e avevano ottenuto in cambio un contratto di locazione di otto anni (4+4) a prezzi stracciatissimi. Perché chi fa scoprire il nero ottiene di pagare un canone pari al triplo della rendita catastale. Un’inezia. Giusto per fare un esempio: se uno paga 500 euro al mese in nero, denunciando l’evasione si ritrova a pagare un equo canone da 150 euro al mese. E su questi soldi il padrone di casa ci paga pure le tasse. Una doppia beffa per il furbetto, una doppia vittoria per lo Stato. Per dimostrare di essere in affitto e di pagare la pigione in nero l’ideale sarebbe presentare la ricevuta di un bonifico in banca, ma siccome nessun proprietario è così fesso da cadere nel tranello basta una scrittura privata tra le parti e se proprio non c’è neppure quella allora servono le bollette di luce e gas a proprio nome e per quell’indirizzo.
Come detto l’Agenzia delle Entrate ha dato ragione a parecchi inquilini e questo ha dato una spinta a una sorta di passa parola che ha spaventato chi ha una casa e l’ha affittata in nero. Così sono stati i proprietari, anche questi numerosissimi, ad accorrere all’Agenzia delle entrate a chiedere di registrare i contratti di locazione. Il numero è talmente elevato, rispetto al trend dei tempi passati, che fa escludere si tratti di nuovi contratti. È il nero che viene a galla, quello che poi voleva la legge pensata per scovare i furbetti della pigione. Così in questi giorni gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate stanno facendo gli straordinari, oltre agli inquilini che si mettono in fila per stracciare un affitto a prezzi popolari adesso ci sono pure i proprietari che fanno la coda per evitare che accada.
Anche perché come ci ha detto la cronaca non tutti prendono bene l’emersione del sommerso. Anzi. C’è la storia della badante russa che si è rivolta all’Agenzia delle Entrate e si è trovata senza finestre proprio nei giorni più freddi con la bimba che piangeva.
Ma è soltanto una storia tra tante altre, forse la più clamorosa. È chiaro che il proprietario che si vede tagliare il canone di oltre la metà non la prende bene e quindi fa di tutto per cercare di liberarsi dell’inquilino. Ma non si può e così hanno capito che conviene registrare la locazione con la cifra pattuita e senza sconti. È una corsa contro il tempo, però.
Così all’Agenzia delle Entrate si fregano le mani: non era mai capitato un modo così semplice per scovare il sommerso. Segno dei tempi che cambiano? Macché, segno di una legge che finalmente ha colpito nel segno. E sta cominciando a dare i suoi frutti. Con buona pace dei furbetti, o presunti tali.
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