La manifestazione
Syntech, vuole dimezzare gli operai
A rischio almeno 20 posti, i sindacati temono il “disimpegno” del gruppo Estel. Battistini: no a operazioni immobiliari
MASSA. Il 50% del personale in esubero, la volontà di disimpegnarsi dallo stabilimento massese sempre più chiara. È il futuro che si profila per la Syntech di via Catagnina, azienda che produce - o per meglio dire assemblea – mobili in metallo per uffici. E per almeno 20 dei lavoratori – in totale i dipendenti dell centro produttivo massese sono 45 – si profila lo spettro della mobilità. Che vuol dire licenziamento.
Che le cose non andassero bene per l’azienda del gruppo stel era chiaro da tempo. Nei giorni scorsi, però, l’amministratore delegato del gruppo Paolo Polese, in un incontro con le delegazioni sindacali a cui hanno partecipato anche il sindaco Roberto Pucci e l’assessore provinciale alle Attività Produttive Raffaele Parrini, ha fatto aumentare il pessimismo. Niente di ufficiale, ma – riferiscono i sindacati – la intenzione della proprietà di andare a una pesante ristrutturare il polo massese è ormai chiara. Il che significa dimezzare, più o meno il personale.
Alla base della decisione, ha spiegato l’ad di Estel, una situazione critica di mercato, dove gli ordinativi sono ai minimi storici e il fatturato è in pericolosa discesa. In altre parole: tagliare per sopravvivere.
Ma per la Rsu, l’annuncio degli esuberi – che si aggiunge alla cassa integrazione che da mesi riguarda 12 lavoratori a rotazione – è il segnale della volontà di disimpegno di Estel dallo stabilimento.
L’avvio delle procedure è stato comunque congelato e rinviato a giugno, quando le parti si ri-incontreranno. Con la speranza che Syntech ritorni sui propri passi.
«Siamo molto preoccupati, lo dico a nome anche delle altre sigle – dice Marco Battistini, segretario della FimCisl – aspettiamo il tavolo di giugno per vedere quali proposte farà l’azienda, ma fin da ora deve essere chiaro che non tollereremo operazioni di tipo immobiliare come quella condotta da Estel a Pistoia (dove il gruppo ha chiuso la Class e poi messo in vendita i capannoni e gli spazi produttivi)».
Intanto, i lavoratori provano a reagire. Oggi sciopero di 8 ore (in programma ce ne erano già 3) e blocco totale degli straordinari e delle “flessibilità”. «Aspettiamo da Syntech un piano industriale che dimostri a tutti gli effetti la volontà dell’azienda di rimanere sul territorio e di salvaguardare l’organico attuale dello stabilimento», chiedono le Rsu. Un’ altra emorragia di posti di lavoro è in arrivo.
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