Finanza
Statue stele, blitz di Pontremoli bloccato
La giunta di Mulazzo si è opposta agli operai inviati per trasferire sotto il Campanone i 7 antichi reperti custoditi all’Arpiola
MULAZZO. Muro contro muro per le statue-stele poste in bella mostra nell’atrio del palazzo comunale: da una parte c’è il Comune di Pontremoli che ne richiede il trasferimento presso la sua dede, e dall’altra l’amministrazione di Mulazzo, fermamente intenzionata a difendere la paternità delle statue in questione, appunto rinvenute nel territorio di competenza.
Nel mezzo, la Soprintendenza per i beni archeologici che, ieri mattina, ha tentato inutilmente di prelevare i 7 antichissimi reperti custoditi all’Arpiola. Accompagnata da persone e mezzi del Comune di Pontremoli, la dottoressa Emanuela Paribeni si è presentata di buon’ora a palazzo civico per effettuare il trasloco delle statue, con direzione Pontremoli, esattamente nei locali destinati a diventare la “Vetrina della città”. Ma di tutto ciò, l’amministrazione comunale di Mulazzo non ne ha voluto sentire ragione e quindi, al momento di scendere dai mezzi, il personale di Pontremoli si è trovato di fronte l’assessore Claudio Mazzoni fermamente deciso a bloccare l’operazione. Uno stop poi perfezionato dalla delibera emessa dalla giunta (sindaco Sandro Donati più il vice Danilo Bastoni e gli assessori Claudio Mazzoni, Riccardo Gussoni e Giovanni Tarantola), riunita in maniera celere, nella quale si legge che le statue motivo del contendere «saranno custodite ed esposte solo nel museo del Piagnaro, in conformità con le normative vigenti». In più viene precisato che il documento in questione sarà trasmesso al Ministero per i beni culturali, Soprintendenza di Firenze per i beni archeologici e allo stesso Comune di Pontremoli.
Come dire: nessuno toccherà queste statue se non per trasferirle al Piagnaro. Per la precisione, il soggiorno nel palazzo comunale di Pontremoli, scriveva la Soprintendenza, era solo temporaneo, ma ciò non è bastato a placare gli animi.
«Per ora le statue stele non si toccano - commenta infatti Claudio Mazzoni - visto che ieri mattina abbiamo arginato un atto che ritenevamo ingiusto e illegittimo. Nella prima mattinata è stata convocata una giunta comunale d’urgenza nella quale abbiamo deliberato la conservazione dei reperti archeologici all’interno del nostro municipio, fino a quando non verranno collocati definitivamente nel castello del Piagnaro. Ci siamo limitati semplicemente a ribadire quanto deliberato all’unanimità dal consiglio comunale di Mulazzo nel febbraio 2006, ossia la delibera n. 11 del 24 febbraio di tale anno, presenti dodici consiglieri su 13. Questa è dunque la volontà di tutti i cittadini di Mulazzo dei quali vogliamo difendere l’orgoglio e la dignità».
Dichiarazione di guerra in piena regola, dunque, all’indirizzo dei “cugini” di Pontremoli.
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