Il Tirreno

Pdl ancora in pieno caos Ferri: non torno indietro

di Alessandra Vivoli
Pdl ancora in pieno caos Ferri: non torno indietro

Il coordinatore provinciale netto: dimissioni irrevocabili, ma resterò nel partito Intanto il dirigente Benedetti si appella al segretario Alfano per il caso Carrara

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CARRARA. Il coordinatore provinciale del Pdl, Jacopo Ferri, non torna sui suoi passi. E, come ha già fatto il coordinatore comunale del partito, Enrico Balderi, anche Ferri rigetta il ramoscello d’Ulivo teso dai vertici regionali, all’indomani del terremoto provocato dalla bocciatura del listone unico del Pdl.

Il Pdl si appella ad Alfano Una lettera indirizzata al segretario Angelino Alfano e all’onorevole Denis Verdini. Firmata dal dirigente provinciale StefanoBenedetti. «Vi scrivo per lamentare una grave situazione che si è creata nella nostra provincia durante le scelte strategiche riguardanti la competizione elettorale di Carrara, nello specifico circa le alleanze e la presentazione del simbolo.Mi auguro che un Vostro intervento ufficiale, possa in qualche modo recuperare i danni fatti ed evitare per il futuro il ripresentarsi di certe inopportune situazioni. Nel contempo ho inviato a Jacopo Ferri un elenco di firme con la richiesta di ritirare le dimissioni, altrimenti saremo costretti a dimetterci anche noi in blocco».

Intanto per quel che riguarda i commenti al vetriolo su Facebook dell’ex collega di partito Simone Caffaz, Laquidara dice soltanto: «Non mi curo delle persone insignificanti».

Ferri: non torno sui miei passi Con una lettera, inviata al coordinatore regionale del Pdl Massimo Parisi, Jacopo Ferri motiva la sua ferma decisione a non tornare sui propri passi. «Nell'assumere e nello svolgere l'incarico di coordinatore provinciale del Pdl, prima nominato e poi eletto - scrive Ferri - sono sempre stato convinto che strutturare il nostro giovane partito non sarebbe stato facile, ma che sarebbe stato necessario farlo valorizzando e responsabilizzando gli organismi nell'assunzione delle scelte e tenendo vicini alla vita del partito iscritti, elettori e simpatizzanti. Ho cercato di seguire sempre questo convincimento, confortato dalla parole del nostro segretario Angelino Alfano. Per questo non mi è possibile liquidare quanto avvenuto nella mia provincia come un “semplice esercizio di normale dialettica tra i diversi livelli del partito”. Purtroppo non è così, e se accettassi questa logica tradirei il mio impegno. Confermo dunque le mie dimissioni e continuerò a dare il mio contributo al PdL da iscritto e da eletto, a cominciare dalle prossime elezioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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