Sicurezza
Imu, caos annunciato anche i Caf apuani chiedono un rinvio
L’imposta dovrà essere pagata entro il 16 giugno ma i Comuni hanno tempo fino al 30 per fissare gli aumenti
MASSA. Caf a rischio caos per il calcolo dell'Imu. Che la tassa sugli immobili – sia residenziali, sia commerciali – vada pagata, e cara, è sicuro. Il termine massimo per farlo è il 16 giugno (per la prima rata), ma ancora non si sa a quanto ammonti di preciso l'aliquota.
La manovra Monti, che di fatto ha reintrodotto la vecchia Ici, ha stabilito due aliquote standard - una dello 0,4% per le prime abitazioni e una del 7,6 per mille per le seconde - lasciando ai Comuni la possibilità di diminuire o aumentare le aliquote di un massimo del 2%. I Comuni, tuttavia, non hanno ancora deliberato, poiché hanno tempo fino al 30 giugno per farlo, dopo, in sostanza, la scadenza del pagamento dell'Imu.
Conseguenza: un cortocircuito burocratico in cui i centri di assistenza fiscali (Caf) della zona non sanno più cosa fare. Gli utenti si rivolgono già numerosi agli sportelli di questi uffici ma gli operatori non possono ancora calcolare la tassa e sono costretti, quindi, a farli tornare.
«Stanno arrivando in tanti a chiedere di calcolare l'Imu – spiega Saverio Corsetti, responsabile del Caf Cgil – e noi non possiamo che rimandarli indietro spiegando che non possiamo ancora calcolarlo perché il Comune non ha ancora stabilito l'aliquota. E non sappiamo neanche dire quando potremo farlo. Il più delle volte calcoliamo l'Imu in base all'imposta nazionale, ma è molto approssimativo. Ora siamo completamente bloccati, e a giugno, magari, saremo intasati. È assurdo che la scadenza per la delibera dei Comuni sia il 30 giugno e quella per il pagamento della tassa prima. Devono decidersi a deliberare l'aliquota o prorogare la scadenza del 16 giugno».
Insomma, ancora non si sa a quanto si dovrà pagare per l'Imu e il rischio è quello di dover fare corse all'ultimo minuto per non sforare la data del 16 giugno. Una soluzione ipotizzata dai Caf per evitare intasamenti è quella di far pagare come prima rata l'aliquota standard nazionale e a dicembre, per la seconda rata, fare il conguaglio. «È un idea – spiega Alessandro Merciadri, responsabile fiscale del Caf Uil – che ci aiuterebbe ad aggirare il problema, ma è comunque un grande disagio. Anzitutto perché bisogna fare il doppio lavoro calcolando prima l'Imu sulla tassa nazionale, poi su quella comunale e fare il conseguente conguaglio. Poi per gli utenti, in particolare gli anziani, che devono tornare più volte qui. Molti pagavano l'intera imposta con la prima rata, per non rischiare di dimenticarsi e levarsi il pensiero, ma così facendo non sarebbe possibile. Prima il nostro lavoro era molto più lineare: quando calcolavamo il 730, si calcolava anche l'Imu. Con questa normativa è tutto più complicato".
Nel frattempo in tutti i patronati cresce il timore dell’assalto degli ultimi giorni.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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