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Giorgione: tutto scherzi, cuore e classe

Giorgione: tutto scherzi, cuore e classe

Anni Sessanta. I vecchi compagni bianconeri Zana e Barbana ricordano quando Chinaglia giocava nella Massese

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MASSA. Con Giorgio Chinaglia, inevitabilmente, se n’è andato pure un pezzo importante di Massese. Solo materialmente però, perchè quella Massese targata stagione 1966/67 in cui Long John esplose prima di fare il grande salto alla Lazio un paio di anni dopo, è ben viva nei ricordi di tifosi e, vieppiù, di chi fece parte di quella creatura costruita da Vieri Rosati.

Una compagine zeppa di giovanotti alla prima esperienza importante che aprì la pista alla storica promozione in serie B di alcune stagioni dopo. Ronchi, Zana, Barbana, Ciruel, Rolla e via discorrendo solo per citare alcuni protagonisti di una Massese che per Chinaglia fu un trampolino di lancio e che nel cuore di Long John restò.

Ecco allora affiorare i ricordi e gli aneddoti di chi ha conosciuto l’uomo e il calciatore, poco importa se prima l’uno o l’altro. Come un emozionato Francesco Zana che ha tracciato un profilo dettagliato di un compagno di squadra e di un amico dei tempi dell’Hotel Daisy di Marina di Massa.

«Fu un anno molto bello - ha spiegato Zana - eravamo una squadra nella quale molti di noi eravamo alla prima esperienza nel calcio professionistico, così come lo stesso Giorgio che arrivava dal Cardiff. Facemmo un ottimo campionato ed eravamo molto uniti. Giorgio era un amico, vivevamo tutti assieme all’hotel Daisy e si creò un bel legame, tra l’altro io e Chinaglia facemmo l’anno successivo il militare insieme a Roma quando lui era già passato all’Internapoli. Facemmo anche un campo estivo a Sulmona e lui era capo squadra, fu una bellissima esperienza. Ogni tanto organizzavamo anche delle partite interne alla caserma tra i giocatori di serie A, tra cui anche Riva, e di serie C, e Giorgio dava del filo da torcere, d’altro canto lui era già nel giro della nazionale di serie C.

Era un ragazzo estroso che si faceva volere bene da tutti e anche dopo tanti anni, quando diventò presidente della Lazio, quando la squadra venne in ritiro a Tirrenia ci telefonò e riuscimmo in tre o quattro a raggiungerlo per passare un po’ di tempo assieme. Anche quando giocava ad alti livelli appena rientrava a Carrara dalla sua famiglia non mancava mai di venire a trovare i vecchi compagni della Massese. Ci sono tanti aneddoti e bei ricordi che mi porto dentro».

Un anno solo nella Massese ma intenso, così come ricorda il mediano bianconero del tempo, Sergio Barbana. «Era un grande giocatore - dice Barbana - si vedeva che avrebbe fatto strada perchè era una spanna sopra gli altri. Chinaglia aveva un carattere particolare un po’ scorbutico però gli piaceva scherzare molto, a volte anche troppo. Era un buon amico e aveva sempre una parola per tutti anche fuori dal campo e per la Massese fu un giocatore importante che diede visibilità ad una piazza che grazie all’impegno del presidente Vieri Rosati riuscì a raggiungere dei bei traguardi. Giorgio arrivava si era trascinato dietro il modo di giocare all’inglese che poi sgrezzò quando arrivò in alto, avevamo davvero formato un bel gruppo anche perchè eravamo tutti ragazzi che si affacciavano al professionismo per la prima volta, tanto che diversi di noi alla fine hanno deciso di restare a vivere a Massa».

Alessandro Tabarrani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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