Il Tirreno

lutto in francia

Dante, un grande judoka che Massa ha dimenticato

Dante, un grande judoka che Massa ha dimenticato

Si è spento un mese fa (il 5 marzo) in un letto dell’ospedale George Pompidou a Parigi un massese importante: Dante Andreazzoli. Una notizia passata sotto silenzio qui in città.

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Si è spento un mese fa (il 5 marzo) in un letto dell’ospedale George Pompidou a Parigi un massese importante: Dante Andreazzoli. Una notizia passata sotto silenzio qui in città. Un lutto quasi del tutto ingorato.

Eppure, Andreazzoli è stato nel suo campo – le arti marziali – un grande personaggio. Come attestano l’eco che la sua morte ha avuto sulla stampa, specializzata e non, francese e sui sit e i blog legati allo judo. Quando si dice “nessuno è profeta in patria”.

Non tutti, comunque, hanno dimenticato Andreazzoli: Francesco Verona, maestro di Aikido, lo ricorda con grande affetto e stima.

Dante Andreazzoli nasce a Massa 65 anni fa, vive la sua infanzia a Castagnetola; a 18 anni, dopo la morte della madre nel 1966, va in Francia a Saint- Denis con sua sorella, per quello che doveva essere una vacanza e rimane lì per sempre. «Mi sentivo bene lì, dopo due giorni ho trovato un lavoro, ma la prima cosa che ho chiesto se ci fosse una palestra dove fare judo», raccontava.

E lo judo diventa la passione di una vita. Cintura verde al suo arrivo in Francia, cintura nera dopo due anni, dirige l’insegnamento; nel 1974 diviene allenatore di Stato. Nei successivi 35 anni dà lustro al judo francese (ha ricevuto il suo 6° Dan nel marzo del 1996) con corsi, incontri, in Francia e in tutto il mondo, molti con i suoi allievi, arrivati a livelli internazionali. Tra di essi, anche Catherine Pierre,(7°dan) pluricampionessa francese e d’Europa, bronzo ai mondiali di New York nell’80, che diventa sua moglie, da cui ha tre figli Marino, Angelo e Stella, anch’essi judoka.

Più di 40 anni di insegnamento lo ha portato a forgiare, plasmare e arrivare a cintura nera di judo oltre 250 atleti, negli anni ha portato la sua esperienza di insegnante ad oltre 6000 bambini che in una media di 150 all’anno si sono avvicendati nella palestra Sdu di Saint- Denis, palestra dove insegna dal quel lontano 1966.

Ma Dante, fu anche bravo nell’equitazione, nel tennis, e a 45 anni quando lascia l’agonimso, diventa insegnante anche di tiro con l’arco, e impara a suonare la chitarra. Veramente instancabile, unico «Fino a quando – ricorda il maestro Verona – sei anni fa, Dante scopre di avere un cancro. Operato ai reni, sembra andare meglio ma il male maledetto si propaga ai polmoni. Dante combatte, come quando era sul tatami, persiste. Fino alla fine». Andreazzoli tornava ogni anno a Massa, in estate, pe rle vacanze. “Per respirare l’aria de la Brugiana”, diceva lui. Ci tornerà per l’ultima volta: nelle sue volontà ha dettato che le sue ceneri vengano portate in città.«Addio Sensei Dante, grande uomo, divenuto grandissimo maestro in terra d’Oltralpe, figlio della nostra città», lo saluta con commozione Verona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa