Il dolore
Vinazzani: che risate al Giant’s di New York
«Chinaglia era il capitano dei Cosmos, io del Napoli: ci stringemmo la mano, davanti a 100mila persone, “guarda qui, due di Carrara” poi mi volle alla Lazio»
CARRARA. La notizia della morte di Giorgio Chinaglia è arrivata come una mazzata non solo per i suoi parenti di Pontecimato, ma anche per chi lo ha conosciuto bene. Come Claudio Vinazzani: «La prima volta che l’ho conosciuto, era il 1980: ci ritrovammo a centrocampo, prima del fischio d’inizio dell’amichevole fra i Cosmos e il Napoli: eravamo i due capitani, ci siamo messi a ridere. tutti e due di Carrara ci siamo detti, qui al Giants Stadium davanti a 100mila persone». E quando nell’84 Chinaglia divenne presidente della Lazio, uno dei primi acquisti fu proprio Vinazzani, all’epoca bandiera del Napoli: due anni sempre a contatto.
«Una persona buona, generosa - ricorda Vinazzani - spesso alla Lazio si parlava in dialetto; veniva sempre al campo, mi stimava. Per me è un duro colpo: non mi sarei aspettato che potesse morire così all’improvviso e ancora giovane. Ricordo ancora che pur essendo il presidente, spesso voleva allenarsi con noi, aveva ancora una forza impressionante, voleva fare sempre gol». Una storia parallela, quella di Vinazzani e Chinaglia: entrambi dalla Massese a Napoli (Claudio al Napoli, Long John all’Internapoli), poi alla Lazio: uno da giocatore, l’altro da presidente.
Taponecco, una grande amicizia.Hanno fatto le scuole elementari insieme. Vicini di banco. E sono stati anche compagni di squadra, nella Carrarese del Campionato esordienti: anno 1960. Lui, Roberto Tapponecco, 65 anni a maggio, nel ruolo di terzino. E Giorgio Chinaglia centravanti di spessore, già allora. Roberto Taponecco, presidente degli allenatori di Massa-Carrara, di Chinaglia conserva un bellissimo ricordo. E oggi, alla notizia della morte di Long John si commuove. «Eravamo compagni di scuola, eravamo tutti e due molto vivaci - continua a ripercorrere il filo della memoria - Giorgio, come si dice a Carrara, era un ragazzino tosto, "dur come il mur". Erano davvero bei tempi, tutti e due con la passione del pallone e con la grande occasione, nella Carrarese». Qui, proprio con la maglia azzurra, nelle fila degli Esordienti esordienti, il legame fra i due giovani si consolida. «Quella sì che era una grande squadra - racconta Tapponecco - Riuscimmo a vincere il campionato guidati da mister Maggiani e dal professor Biagini. In campo Giorgio aveva grinta da vendere - continua - si vedeva che sarebbe diventato qualcuno». «A 13 anni, l'anno dopo quell'impresa calcistica Chinaglia andò in Inghilterra, dove rimase fino ai 19 anni - prosegue nel suo racconto Tapponecco - Per lungo tempo, al suo ritorno, continuammo a frequentarci, ricordo che una volta, molti anni dopo, quando era già una star dell'Internapoli, chiamò me in una situazione delicata, era con una donna ed era rimasto con la macchina in panne».
Dopo, con il passare del tempo, le strade dei due amici si sono divise. Una cosa ha continuato ad accomunarli: l'amore per il calcio. «Era parecchio che non sentivo più Giorgio - afferma Tapponecco - Oggi, quando ho saputo che era morto è stata una doccia gelata. Si chiude una bella pagina della mia infanzia, e ora ci sono solo tanti ricordi che sarà difficile dimenticare».
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