Il Tirreno

«Un mito, peccato fosse carrarino»

«Un mito, peccato fosse carrarino»

Il ricordo di un tifoso della Massese e di Long John. Vieri lo definì «capolavoro»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il presidente della promozione in serie B della Massese, anno 1970, il compianto Vieri Rosati, quando parlava di Giorgione Chinaglia lo definiva il suo capolavoro. Lo aveva scoperto lui e lo aveva portato in Italia. Poi lo aveva ceduto all’Internapoli per tantissimi soldi, dalla Campania poi iniziò la carriera del bomber della Lazio e della nazionale. «Ho scoperto tantissimi giovani - aveva detto alcuni anni fa Rosati ,- grazie all’organizzazione, al lavoro del settore giovanile e dai nostri osservatori. Pescavamo spesso dai dilettanti con fortuna, vedi Albanese, Menconi, Burlando tutti poi finiti in serie A, per non parlare del capolavoro Giorgio Chinaglia, scovato In Inghilterra e dopo ceduto alla Lazio per 950 milioni. Ma poi anche altri come Cerilli all’Inter, Vinazzani e il portiere Formisano al Napoli e tanti altri per la serie B».

Era il 1966 e quando Long John galoppava sul terreno degli Oliveti c’era un bimbo di cinque anni che si avvicinava al gioco del pallone. Ogni domenica che la Massese giocava in casa Stefano Celi, esponente di spicco del Pd locale, andava sugli spalti con la sua bandierina bianconera in mano. Nonostantre la tenera età aveva capito che quell’omone così grosso era davvero bravo. E ieri quando ha saputo della sua scomparsa si è emozionato: «Ma è vero che è morto Chinaglia? - ha domandato a un nostro cronista -. L’ho saputo dalla televisione. Mi spiace, grazie a lui ho scoperto la bellezza del calcio. Ero piccolo, ma sentivo parlare i grandi e stravedevo per quell’attaccante. Lo dicevano tutti che era bravo. Per questo quando lo avevano venduto all’Inter Napoli c’ero rimasto male, anche se ho continuato a vedere la Massese, visto che in quegli anni i bianconeri erano davvero forti». Prima di appendere la cornetta Celi ci svela un retroscena, che i tifosi storici della Massese conosceranno già ma che comunque è una pagina dei ricordi di un ex bimbo: «Claudio Vinazzani, altro storico giocatore delle zebre, era il raccattapalle preferito di Giorgio Chinaglia e guarda caso anche lui poi è stato venduto in Campania. Mi ricordo che ogni volta che lui gli recuperava il pallone il bomber gli dava un buffetto. Giorgio Chinaglia è stato davvero il mio mito, ero talmente affascinato dalle sue giocate - conclude Celi - che dimenticavo i suoi natali carrarini. Scherzi a parte oggi è una giornata davvero triste per me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa