Il Tirreno

Tanta la voglia di agriturismo in soffitta crisi e post alluvione

di Cristiano Borghini
Tanta la voglia di agriturismo in soffitta crisi e post alluvione

Prenotazioni stabili per la settimana di Pasqua diventata un termometro per misurare la stagione ma alla buona risposta per la ristorazione si contrappone la bassa richiesta dei pernottamenti

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PONTREMOLI. Da sempre le feste di Pasqua sono intese come il termometro per valutare quale sarà la “temperatura” della stagione estiva. Molti fattori però incorrono in questa primo test d’avvio della stagione, e quest’anno pare che gli aspetti da tenere in considerazioni siano molteplici e strettamente interconnessi. Innanzitutto la crisi che ha tolto molto potere d’acquisto sia ai nuclei familiari, che ai single. In seconda battuta il periodo in cui cade la festività quest’anno, all’inizio della stagione, non proprio in momento ideale visto che, proprio a causa della ridotta possibilità di spendere, i turisti dovranno decidere se scommettere sulle feste pasquali oppure aspettare il ponte del Primo Maggio.

Un terzo punto, che però non rappresenta un vero e proprio ostacolo, ma che comunque va tenuto in considerazione è l’immagine che i turisti hanno della Lunigiana nel post alluvione. Fortunatamente nel corso di questi mesi è aumentata la fiducia, a tal punto che poche persone si ricordano degli eventi calamitosi in questo territorio.

L’agriturismo Montagna Verde di Barbara Maffei, ad Apella di Licciana Nardi è in linea con la passata stagione: «Siamo al tutto esaurito sia dal punto di vista delle camere che a livello di ristorazione. Puntiamo a ripetere il buon risultato ottenuto l’anno scorso. La crisi si è fatta sentire, anche se abbiamo cercato di mantenere i prezzi invariati, anche per questo c’è molta richiesta di pernottamenti anche per un sola notte. La sensazione però nella clientela è di sfiducia perché si ha la sensazione che le cose possano peggiorare. Cercheremo di implemetare il mercato estero, sarà una risorsa in più, è possibile infatti che il turista italiano scelga di viaggiare sempre meno».

Il Picchio Verde di Lara Farina, ad Amola di Monti di Licciana, ha una visione livemente differente: «Non c’è solo la crisi, ma ci sono tanti fattori che concorrono a mettere in dubbio questo avvio di stagione. Al momento abbiamo una buona risposta dalla ristorazione, mentre per la prenotazione delle camere, rispetto all’anno passato, abbiamo riscontrato un decremento del 50%. Sicuramente c’è più attenzione alla spesa rispetto agli altri anni, le prenotazioni potrebbero arrivare nella settimana che anticipa le ferie pasquali, potrebbero addirittura aspettare l’ultimo momento. In un certo senso sono fiduciosa, anche se vorrei che questo territorio avesse basi turistiche più solide. Quando il turista arriva rimane stupefatto dall’ambiente circostante, ma poi trova i castelli e i musei chiusi. L’appeal è forte, bisogna però abbattere il campanilismo e far sì che tutti gli enti collaborino».

Piccoli passi per questa entrèe stagionali vengono fatti anche dall’agriturismo pontremolese Cà del Lupo di Alessio Lombardi: «Per ora iniziamo ad avere qualche richiesta, ma siamo una struttura neonata, abbiamo solo tre anni, ma vedo che il nostro livello sta crescendo. Rispetto a 10 anni anni fa però i periodi di pernottamento stanno diventando sempre più brevi limitandosi ai weekend».

Sempre nel territorio di Pontremoli, una struttura che da anni è nel settore è Il Glicine e la Lanterna di Graziella Sarti: «Siamo quasi al completo, anche se abbiamo notato un decremento, l’anno scorso la pasqua era alla fine di aprile, ora bisogna che i clienti scelgano in quale festività partire, o quella attuale o quella del Primo Maggio. Noi lavoriamo con una maggioranza di stranieri, la crisi pare che sia avvertita anche da loro, anche se in maniera meno devastante rispetto a noi».

Savina Ruffaldo, coproprietaria dell’agriturismo Castel del Piano, nella zona di Licciana, descrive quali sono le sue prospettive: «C’è qualche prenotazione, ma anche una grande differenza con l’anno passato. Secondo me hanno inciso sia la crisi che l’immagine che il territorio ha ricevuto nel post alluvione. Questo ha inciso non solo sulla permanenza a lungo periodo, ma anche su quelle a breve. Per ora la situazione è tranquilla speriamo che con il passare dei giorni si sblocchi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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