Il Tirreno

«Ridateci la nostra chiesa» Il paese di Fontia insorge

di Alessandra Vivoli
«Ridateci la nostra chiesa» Il paese di Fontia insorge

Il tempio dedicato a S. Nicolò da oltre un anno è inagibile per lo stato di degrado Gli abitanti temono crolli: «Dobbiamo andare a Santa Lucia per la messa»

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CARRARA. Le chiese sono da sempre, non solo luogo di ritrovo dei fedeli ma anche un punto di riferimento e di identità per una intera comunità. Ogni paese ha la propria chiesa, più o meno antica, che fa parte della storia del territorio e dei suoi abitanti.

Ma accade che da un anno e mezzo il paese di Fontia, duecento anime arroccate sulla collina che sovrasta Fossola, non ha più la sua chiesa.

Per andare a messa bisogna andare alla chiesa di Santa Lucia, perchè la parrocchia di San Nicolò, nel borgo vecchio, sta letteralmente cadendo a pezzi.

Una situazione che comporta anche un rischio per la sicurezza. La gente teme per la stabilità del tetto e della casa canonica che potrebbe, per una sorta di effetto domino, in caso di crolli, mettere in pericolo anche le abitazioni contigue alla parrocchia.

Non solo: la chiesa di San Nicolò , è anche un patrimonio artistico e culturale che sta andando in rovina.

La chiesa di Fontia fu eretta verso la fine del XIV secolo, slegandola dalla dipendenza dell'oratorio di San Martino a Casano.

La parrocchia, trovandosi nel Comune di Carrara, passò nel 1822 al Vicariato di Carrara nella neocostituita Diocesi di Massa.

E, a tanti anni di distanza, è alla Diocesi che si rivolgono ora gli abitanti del paese, per la situazione difficile in cui versa il loro monumento storico.

A lanciare l’allarme è il presidente del comitato “Vivere Fontia”, Cristiano Corsini.

«La chiesa sta venendo giù a pezzi - spiega Corsini - Il tetto è tutto da rifare, ci stanno crescendo le piante di fico! Ma anche la facciata sta andando in rovina, per non parlare di tutto il patrimonio di affreschi e di arredi che, al pian terreno, si sta deteriorando».

«Alcuni paesani - continuaCorsini - sono andati dal vescovo Santucci per fare presente questa situazione alla Curia».

«Però – sotttlinea il presidente di Vivere Fontia - ad oggi non è stato ancora messo in atto alcun intervento fra quelli necessari. Il rischio, più passa il tempo, più diventa grande: quello che tutto il paese teme è che, un giorno o l’altro, le mura intere vengano giù».

E intanto, se dal fronte della Curia, Fontia sta ancora attendendo risposte al problema della chiesa inagibile, per quel che riguarda l’illuminazione del paese si è mosso qualcosa.

«Il Comune - spiega Corsini – sta provvedendo a illuminare il tratto di strada nuova, quello per il quale erano stati predisposti, fino al 2006, nove lampioni. E che fino ad oggi non erano mai stati accesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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