La manifestazione
Riaffiora la città antica Ma soltanto per poco
Gli scavi per il rifacimento delle piazze fanno emergere i reperti romani e i resti delle vecchie chiese di San Sebastiano e San Pietro. Subito ricoperti
MASSA. Un’altra Massa, una città sotterranea, antica e misconosciuta affiora in superficie per alcuni giorni (o settimane) e poi di nuovo scompare. Per chissà quanto tempo ancora.
È quanto sta succedendo in questi mesi con i cantieri per il rifacimento delle piazze Mercurio e Aranci.
Prima, in piazza Mercurio, gli scavi hanno portato alla luce, oltre ai resti di uno scheletro, le vestigia di una fornace di una fabbrica di laterizi, di epoca tardo-romana. Controllata, monitorata, catalogata da un’archeologa della Sovrintendenza, la costruzione è stata poi coperta con teloni di plastica. In attesa di essere di nuovo ricoperta e tornare a giacere sotto il (nuovo) pavimento della piazza.
Ora, in questi giorni, è stata la volta di piazza Aranci. Le ruspe, arrivate sui lati verso Carrara e verso mare della piazza hanno fatto riemergere i ruderi di non una ma due chiese. L’antica chiesa di San Sebastiano (sul lato Carrara), che venne poi distrutta durante la guerra e ricostruita – in tutt’altro stile – in Largo Matteotti. E la collegiata di San Pietro in Bagnara, che era poi il “duomo” dei massesi, cioè la chiesa più importante della città e che fu abbattuta su ordine di Elisa Baciocchi Buonaparte.
Una storia che riaffiora. Ma solo per poco.
Sui resti di SanSebastiano, proprio ieri mattina è stato steso uno strato di nuovo cemento. E presto stessa sorte subiranno i resti della collegiata di SanPietro.
Contro il ri-seppellimento di questi reperti – che, va detto, sono autorizzati e “gestiti” dalla Sovrintendenza ai Beni culturali, storici e archeologici, si scaglia Brunello Pucci, insegnante di storia dell’arte, appassionato di cose massesi e responsabile scuola del Pd.
Pucci definisce «sciagurata» la decisione di ricoprire i resti della fornace, che «forse per la Sovrintendenza di Lucca sarà poca cosa, ma per noi è il più grande ritrovamento di epoca romana che ci collega immediatamente alle origini della nostra città, la tanto decanta masserizia che dà il nome a Massa alla città stessa».
«SanPietro – ricorda – fu abbattuta per volere di Elisa Baciocchi sorella di Napoleone, ad opera dei Lucchesi, perchè anche i "carrarini anarchici" pur anti clericali, si rifiutarono di eseguire la demolizione».
Pucci vorrebbe un recupero e un utilizzo a fini culturali e turistici di quei reperti e sfida il sindaco suo omonimo: «Non vorrà passare alla storia come sindaco dei marciapiedi...».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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