Il dolore
Si allarga la protesta contro i tir del marmo
Oltre a Tendola e Fosdinovo, ora anche San Terenzo Monti (Fivizzano) pronto a mobilitarsi
FOSDINOVO. Si allarga la protesta contro il passaggio dei tir sulle colline di Fosdinovo, e ora il dissenso valica i confini del Comune per raggiungere la vicina Fivizzano.
Una serie di incontri tra i cittadini e i rappresentanti locali nel corso delle ultime due settimane, hanno visto il fronte antibestioni ricompattarsi dopo la decisione del Tar di annullare l'ordinanza emessa dal sindaco Massimo Dadà contro il passaggio dei mezzi pesanti nelle strade provinciali del territorio comunale.
Dopo Tendola, questa volta è San Terenzo Monti ad organizzarsi, due incontri tra il 20 (presente anche il sindaco Paolo Grassi) ed il 27 marzo hanno portato la cittadinanza a formare un comitato simile a quello dei vicini. «Gli interventi - scrive il comitato - sono stati orientati a stabilire un blocco totale del passaggio dei camion nelle strade che attraversano Fosdinovo, Tendola, San Terenzo Monti e Ceserano. Lo spauracchio dei circa 20 posti di lavoro si annulla davanti al disastro che avviene in queste zone, in cui il territorio è svalutato, il turismo allontanato, così come quasiasi iniziativa per impiantare attività di agricoltura biologica».
Il riferimento è alle persone che con le attività legate all'estrazione del marmo vivono. "«uesto è un disastro che pagano tutti i cittadini della Provincia di Massa-Carrara - dice Pier Luigi Bazzechi, consigliere di Fosdinovo eletto a Tendola - ma i guadagni vanno solo a pochi. Questo si inizia a capire anche oltre a Fosdinovo e infatti adesso accogliamo la mobilitazione anche dei santerenzini. Abbiamo coniato anche un motto "Voi suonate le vostre trombe, e noi suoneremo le nostre campane"».
Ieri sera infine un altro incontro si è tenuto a Fosdinovo, questa volta per tentare di coinvolgere la politica provinciale.
In verità insieme al sindaco Massimo Dadà c'era solo il segretario socialista Francesco Giorgi, ma il primo cittadino non la butta in polemica. «Vero è che non è un bel segnale - dice - ma probabilmente la comunicazione è arrivata in ritardo e al pomeriggio c'erano impegni in Provincia. Per adesso registriamo che tutti si sono resi disponibili ad un incontro che io pretendo perché servono risposte per noi amministratori di questo territorio e per chi la maggioranza in Provincia ha espresso. Ora d'altra parte la situazione l'ha in mano Massa».
(a.b.)
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