Licciana, ora manca solo l’ok di Rifondazione
Sul via libera alla candidatura di Enzo Manenti Rc prende altre 24 ore di tempo E intanto Leri (Pd) bacchetta Paolini di Sel: farebbe bene a pensare ai suoi a Zeri
LICCIANA NARDI. La pace non è ancora scoppiata. Ma dalla coalizione di centro sinistra, sulla candidatura a Licciana di Enzo Manenti (in quota al Pd) arrivano i primi consensi. E, soprattutto, l’accordo fra i democratici e il Psi. Manca solo all’appello Rifondazione comunista che si è presa 24 ore di tempo prima di sciogliere le riserve. Anche se, voci all’interno della coalizione, parlano già di un ricompattamento. Non senza riserve, quelle espresse ieri dal segretario lungianese di Rifondazione, Roberto, detto Bobo, Guastalli.
Ma procediamo con ordine, perché anche l’accordo fra Pd e Psi non sembra proprio essere stato indolore, anche perché fino all’ultimo i socialisti avevano pronti i propri candidati sindaco, Maurizio Barbieri e Enzo Valerio.
«Abbiamo fatto prevalere le ragioni della coalizione e l’accordo provinciale firmato a suo tempo, rispetto alle logiche di parte che non avrebbero giovato a nessuno»: afferma il segretario socialista lunigianese Maurizio Varese, subito dopo l’incontro di ieri mattina con i rappresentanti di Pd e Rifondazione. E mette bene in chiaro una cosa: «In lista ci saranno i nostri candidati, Barbieri e Valerio, e avremo, soprattutto, un’ampia visibilità nella giunta futura». Insomma il Pd è avvisato.
Dal canto suo Cesare Leri, segretario provinciale dei democratici, incassa l’accordo e al ribatte al coordinatore di Sel Carlo Paolini: «Parla tanto della necessità di ricompattarsi, ma perché, piuttosto che stare a pontificare non pensa ai suoi e quello che stanno facendo in Lunigiana? Mi risulta che a Zeri ci sia un certo Oscar Bandini che si sta facendo i fatti suoi alla grande, altro che coalizioni».
Nel clima, ancora di grande fibrillazione, che regna a Licciana, non manca la voce di Rifondazione Comunista, il cui ok a Manenti deve ancora arrivare, a sparigliare un po’ le carte.
«Siamo in stand by - afferma il segretario Roberto, “Bobo”, Guastalli - CI siamo presi un attimo di pausa da una trattativa che, in questi due mesi è stata basata su logiche che non ci appartengono. Abbiamo cercato la mediazione, ma fino ad oggi non ne abbiamo visto i presupposti».
«A mezzogiorno di domani (oggi per chi legge ndc)- continua Guastalli - decideremo il da farsi. La nostra posizione era legata ad un principio di rinnovamento: ed è per questo, non certo per motivi di carattere personale, che la candidatura di Manenti ci ha spiazzato. Tanto che il mio nome, come candidato sindaco, era uscito proprio da questo muro contro muro».
Insomma quello di Rifondazione è davvero l’ultimo nodo da sciogliere. Ma il cammino, per arrivare alla coesione (per adesso solo di Pd e Psi) sul nome di Manenti, è stato davvero complesso. E, stando ai retroscena, anche proprio in casa dei democratici. In sostanza, la candidatura di Enzo Manenti avrebbe un carattere prettamente “locale”, perché farebbe parte della corrente bersaniana del partito, non condivisa dall’onorevole Andrea Rigoni e dallo stesso segretario provinciale Cesare Leri. E proprio questo particolare avrebbe reso le cose un po’ più ostiche. Una lettura che raccoglie i rumors interni a una coalizione che comunque, già da oggi, potrebbe ricompattarsi. Con l’Ok di Rifondazione.
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