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L’odissea di un ex agente: denunciato l’Inpdap

L’odissea di un ex agente: denunciato l’Inpdap

CARRARA. Una vera e propria odissea, quella di un agente di polizia penitenziaria della Sardegna, che si è rivolto al presidente dell’Unms (mutilati per servizio) comm. Andrea Vinchesi e al...

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CARRARA. Una vera e propria odissea, quella di un agente di polizia penitenziaria della Sardegna, che si è rivolto al presidente dell’Unms (mutilati per servizio) comm. Andrea Vinchesi e al professor avvocato Sandro Castro: l’agente si oppone alla sentenza del Tribunale di Massa che non lo ha ritenuto vittima del terrorismo. L’agente era in servizio, quel 25 agosto del 1987, quando alcuni agenti di polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Porto Azzurro, all’isola d’Elba, furono sequestrati e tenuti in ostaggio, per oltre una settimana, da pericolosi detenuti del carcere, terroristi condannati all’ergastolo, che ricattarono lo Stato italiano. Sul momento, gli agenti di polizia penitenziaria, avendo riportato ferite e lesioni, furono riconosciuti vittime del terrorismo. Successivamente, a distanza di molti anni, furono declassati, dal Ministero dell’Interno, a vittime del dovere; uno di essi, avendo contratto una grave infermità, è stato ritenuto permanentemente inidoneo al servizio e collocato in pensione. E in più deve restituire ingenti somme, percepite sempre in buona fede, quando era ritenuto vittima del terrorismo. Il Tribunale di Massa, in funzione di giudice del lavoro, gli ha dato torto, asserendo che non vi sarebbe prova della circostanza che il fatto accaduto fosse di matrice terroristica.Parallelamente, l’interessato ha avviato formale procedimento di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità contratta, che lo ha reso invalido di oltre il 60 per cento. Il Ministero della Giustizia ha riconosciuto tale diritto e ha trasmesso la pratica all’Inpdap di Massa, circa 2 anni fa, per la conseguente liquidazione, ma l’Inpdap, nonostante continui solleciti, scritti e orali, e nonostante svariati incontri chiarificatori, non ha liquidato nulla. E così l’ex agente è stato costretto a denunciare i fatti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti di Firenze e al Prefetto di Massa - Carrara. Il danneggiato, che attende ancor oggi Giustizia, ha proposto opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal gip sulla base della denuncia (e impugnerà la sentenza del Tribunale massese).

Per la tutela dei propri diritti si è rivolto al presidente dell’Unms (Unione nazionale invalidi e mutilati per servizio) di Massa - Carrara, comm. Andrea Vinchesi e al prof. avv. Sandro Castro, esperto nazionale in materia. «Ciò che è accaduto - commentano Vinchesi e il prof. avv. Castro - è assolutamente deplorevole, poiché nessuno sta prestando la debita attenzione a un caso così importante e sconcertante, che merita ampia tutela e massima sensibilità; confidiamo che gli organi competenti, nel rispetto della legge, valutino attentamente la questione, in modo da consentire al danneggiato di ottenere i diritti giuridici ed economici connessi al grave stato di invalidità», concludono.

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