Il Tirreno

Ultimatum a Leri dal centrosinistra

di Fabrizio Palagi
Ultimatum a Leri dal centrosinistra

Summit notturno prima con Manenti e poi con gli assessori “dissidenti” Santini, Pietrini e Maffei per decidere il candidato

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LICCIANA NARDI. Spaccatura insanabile, almeno fino alla serata di ieri, tra il Pd e, dall’altra parte della barricata, Psi e Rifondazione, in merito alla candidatura della coalizione di centrosinistra (di ciò che rimane) che sta governando il Comune.

Amaro il commento di Cesare Leri, coordinatore provinciale del Pd che, appunto nella serata appena trascorsa, aveva in carnet due distinti incontri per “salvare il salvabile” dal possibile naufragio a cui la cordata sta andando incontro.

Una sorta di notte dei lunghi coltelli, dunque, quella che ieri attendeva il nocchiero apuano del Pd, da tempo alle prese con la patata bollente finitagli in mano dopo che gli iscritti del Pd comunale di Licciana aveva scelto di candidare Enzo Manenti a scapito di uno dei tre assessori in carica (Denis Santini, Sabina Pietrini e Barbara Maffei) graditi alla linea giovane del partito.

Inoltre ci sono il Psi e Rifondazione Comunista che, senza mezzi termini, rivendicano una candidatura diversa da quelle possibili in casa Pd, di fatto puntando sui vari Enzo Valerio, Maurizio Barbieri e Alessandra Galli (sponda Garofano) e Roberto Guastalli (Rc).

Ed eccoci dunque ai famosi incontri in programma ieri sera, al termine dei quali, facile prevedere, qualcuno potrebbe essere stato lasciato per strada, all’insegna di “una poltrona per 4 o cinque”.

Anche se Leri non lo dice, è intuibile che, al fine di evitare la rottura completa con Psi e Rc, nei famosi faccia-a-faccia notturni a qualcuno sia stato chiesto (o imposto) di farsi da parte.

«Sarà una notte lunga e dolorosa - aveva annunciato Leri nella serata di ieri - dato che si deve ormai decidere qualcosa di concreto».

Spaccatura dunque rimediabile con il collante politico, oppure insanabile malgrado l’uso della carota e del bastone? Forse la famosa lunga notte potrebbe non essere stata sufficiente a comporre il puzzle da presentare entro il 3 aprile, termine ultimo per la presentazione dei candidati.

Infatti il tempo stringe, e tanto. Ore febbrili, dunque, per far quadrare il cerchio da parte del coordinatore Leri che forse non immaginava di arrivare a un muro contro muro così alto e ostico, eretto dai Socialisti capeggiati da Claudio Giuliotti e dai Rifondatori di Guastalli.

Sel: «Noi esclusi». A margine della situazione di Licciana, l’intervento di Carlo Paolini e Paolo Sordi, rispettivamente coordinatore provinciale e referente Lunigiana di Sinistra Ecologia Libertà.

«Come fatto già per Pontremoli e a suo tempo per Carrara - scrive Sel - nessuno ci ha ancora chiamato per metterci a un tavolo, come forze del centrosinistra, a prescindere dall’essere attualmente presenti nel consiglio comunale uscente, a Licciana. Abbiamo visto che il Pd in una sua interna consultazione ha scelto Manenti, e subito dopo c’è stata dichiarazione di unità d’intenti; poi all’improvviso c’è stato un defilarsi da parte di chi aveva dichiarato impegno collettivo: noi siamo per unità del centrosinistra. Il Psi vuole il sindaco, ma da subito non ha avanzato una candidatura unitaria, ma secondo noi bisogna unirsi più che far lo stillicidio dei nomi. Noi riteniamo che ci debba essere unità cosi come si è fatto da altre parti e non abbiamo pregiudiziali su nessun candidato di nessun partito: siamo qua per dare una mano tutti insieme, per i cittadini, Licciana e il centrosinistra» conclude la nota di Sinistra Ecologia Libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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