La manifestazione
Stangata Imu, ma solo sulle case sfitte
Aliquota massima sugli alloggi vuoti (7mila, di cui 5mila a Marina) usati solo per le vacanze. Incasso previsto: 1,5 milioni
MASSA. Sono 7mila, e forse più lecase sfitte, vuote non abitate dai proprietari, non affittate esistenti nel Comune di Massa. Abitazioni utilizzate, per la maggior parte, per le vacanze estive oppure affittate – non di rado “in nero”– negli stessi mesi d’estate. È su questo grande patrimonio immobiliare che si abbatterà la stangata Imu prossima ventura.
Così ha deciso – meglio sta decidendo – l’amministrazione Pucci. L’assessore alle Finanze Alessandro Volpi sta definendo la manovra economica del bilancio di previsione 2012 e dentro a questo corposo documento c’è la modulazione della Imu, l’imposta che ingloba la vecchia Ici ma che, a differenza di essa, si basa su indici diversi, determinati dalla rivalutazione del valore catastale degli immobili.
Un’operazione a saldo zero per le casse dei Comuni, quella della reintroduzio ne dell’imposta sulla casa. Ma non del tutto. Se, infatti, i maggiori introiti derivanti dal ritorno dell’imposta sulle prime case e dalla rivalutazione catastale vengono in pratica girati allo Stato, ai Comuni resta un margine di manovra (e, quindi, di incasso) con la modulazione delle aliquote di applicazione dell’Imu. Che hanno una base definita dalla legge, ma che possono essere innalzate di un certo range su scelta delle amministrazioni.
Ebbene, la scelta della giunta Pucci è quella di imporre l’aliquota massima sulle seconde case su cui non vi siano contratti di affitto in essere e non vi siano residenti. Per questi immobili l’aliquota sarà dell’1,6 per cento, il massimo applicabile.
Meno pesante sarà, invece, la “sovratassa” sulle seconde case affittate o occupate da un residente: l’aliquota sarà dello 0,86% (rispetto allo 0,76% di base e all’1,6 di massimo consentito).
Aliquote base (cioè quelle imposte dal governo), infine su tutte le altre tipologie di immobili.
Ossia: 0,4% per le prime case e per le per le abitazioni affittate a canone concordato. Gli immobili – come capannoni, depositi, laboratori – destinati ad attività produttive pagheranno anch’essi il minimo di aliquota: 0,76%. E così gli edifici rurali, su cui peserà l’aliquota dello 0,1% (0,2% il massimo consentito).
«C’è uno sforzo evidente dietro a questa modulazione. Quello di tutelare i proprietari delle “prime case”, di non penalizzare le attività produttive, di non imporre ulteriori sacrifici ai cittadini. Una scelta politica chiara, del resto seguita da molte altre amministrazioni», spiega l’assessore Volpi. Il quale nella opzione di “stangare” le case per le vacanze vede anche una sorta di compensazione alle imprese turistiche su cui peserà la imposta di soggiorno: disincentivando le case per uso turistico, si punta a incentivare le strutture alberghiero-ricettive del territorio.
Con la manovra Imu, insomma, il Comune “metterà le mani in tasca” soltanto ai proprietari delle case vuote. Che sono tantissime, si è detto: 7mila e più su un totale di 33mila circa. Un numero di alloggi in grado di ospitare una cittadina di 15mila abitanti concentrato nella zona di Marina, dove su circa 13mila abitazioni in totale, almeno 5.500 (oltre un terzo) risultano non affittate, vuote o usate solo per brevi periodi.
Ma quanto frutterà questa manovra? Presto per dirlo, ma dai primi calcoli ufficiosi si parla di 1,5-1,7 milioni di euro annui di maggiori entrate per il municipio. Non pochi.
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