Il Tirreno

Politeama, scatta il ricorso al Tar

Via Mazzini contro il progetto unitario e la spartizione delle spese, rischio di allungamento dei tempi

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CARRARA. Nuovo scoglio all'orizzonte per la ristrutturazione del Politeama: questa volta i problemi arrivano dal condominio di Via Mazzini. Il tentativo del Comune di Carrara di far partire un progetto di ristrutturazione unitaria dello storico palazzo, dopo il cedimento di una colonna nella parte centrale nel giugno del 2008 e il crollo di tre solai nel marzo del 2011, ha trovato infatti un nuovo, imprevisto ostacolo: il condominio di via Mazzini, quello che fino a questo momento era stato il più solerte nell'accogliere le sollecitazioni del municipio, ha presentato un ricorso al Tar contro l'ordinanza emessa dal sindaco Angelo Zubbani a fine 2011. Il provvedimento del primo cittadino, datato 29 dicembre, imponeva ai proprietari dei condomini di Via Roma, Via Mazzini e della parte centrale di nominare uno o più tecnici a cui affidare l'incarico di compilare un progetto unitario di consolidamento del palazzo, incluso il Teatro.

La questione dell'affidamento dell'incarico ha innescato una difficile empasse nel condominio centrale, ancora alle prese con una lotta intestina tra piccoli e grandi proprietari sulla nomina dei tecnici, mentre non ha creato grossi problemi per quello di Via Roma, a cui mancherebbe solo di siglare l'atto formale per incaricare Sergio Lagomarsino e Paolo Spinelli (i due docenti universitari sponsorizzati dall'amministrazione), né tanto meno per via Mazzini, che già nel giugno del 2009 aveva scelto come tecnico l'ingegner Enrico Baroni.

Ovviamente i ritardi nella nomina dei tecnici in due dei tre condomini che compongono il Politeama, ha reso impossibile la stesura di un progetto di ristrutturazione, che infatti ancora non c'è. E proprio su questi due nodi si concentra il ricorso presentato dagli avvocati Andrea Del Re e Gianluigi Fondi a nome dei proprietari di via Mazzini: nel chiedere l'annullamento dell'ordinanza sindacale i due legali sottolineano innanzitutto che i loro assistiti hanno già da tempo adempiuto alla nomina del tecnico mentre sull'articolo relativo alla ristrutturazione la posizione è più articolata.

Sulla base delle relazioni presentate dall'ingegner Baroni, gli avvocati di via Mazzini contestano in primo luogo la necessità di presentare un progetto unitario, sottolineando che «le tre parti del palazzo non sono più tra loro omogenee» e che i lavori di recupero sul condominio da loro rappresentato «sono di entità assai minore» rispetto a quelli necessari nelle altre due ali.

In sostanza, via Mazzini non ha alcuna intenzione di accollarsi le spese onerose che deriveranno dalla difficile ristrutturazione di via Roma e della parte centrale, visto che lo stato in cui si trova il condominio è decisamente migliore e necessita di un intervento decisamente più "leggero".

Ma, soldi a parte, il ricorso chiarisce anche che il condominio di via Mazzini, «si era già attivato in passato per tentare un approccio unitario al problema» ma che questo era stato «impossibile per l'assenza di interlocutori e rappresentanti degli altri condomini», che appunto non hanno ancora nominato i loro tecnici.

Se l'ordinanza del sindaco fosse sospesa, puntualizzano i due legali, «il condominio potrebbe finalmente procedere al consolidamento dell'edificio di sua competenza, recuperandone anche il valore immobiliare». Un ricorso, quello presentato da via Mazzini, destinato a complicare il ruolo dell'amministrazione, già in difficoltà sull'empasse del condominio centrale: lo staff legale del comune, guidato da Marina Vannucci sta già preparando le carte, anche perché la prima udienza è fissata per il 5 aprile. La vera battaglia si giocherà sul punto del progetto unitario perché, per quanto riguarda la spartizione delle spese, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani si era già pronunciato a favore di una divisione dei costi proporzionale all'entità degli interventi sui singoli condomini, escludendo l'ipotesi di una "spalmatura" degli oneri. Sulla necessità del progetto unitario, invece, il municipio andrà avanti per la sua strada, presentando uno studio dei suoi tecnici e una nota del genio civile, entrambe favorevoli all'attuazione di un intervento "armonico" sul palazzo.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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