Il Tirreno

Il rilancio agricolo riparte da 3,7 milioni

L’Unione dei Comuni ha presentato il piano di sviluppo rurale. Aumentano i giovani imprenditori

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FILATTIERA. Rilancio e sostegno dell’agricoltura: questi i temi affrontati nell’incontro che il presidente e l’assessore all’agricoltura dell’Unione di Comuni montana della Lunigiana, Cesare Leri ed Enzo Valerio, hanno avuto con le associazioni di categoria del mondo agricolo.

Un rilancio, quello dell’agricoltura, reso possibile grazie a una pioggia di opportunità per gli imprenditori agricoli: 1,72 milioni di euro è infatti la dotazione finanziaria del piano di sviluppo rurale 2012 per la provincia di Massa Carrara, alla quale si aggiungono circa due milioni di euro del pacchetto giovani (cifra importante grazie anche ai lusinghieri risultati raggiunti dalla Lunigiana, dove, tra il 2007 e il 2010, ci sono stati 61 nuovi insediamenti di giovani).

«Una struttura amministrativa efficiente - si precisa in una nota - quella dell’Unione di Comuni montana della Lunigiana, che, proprio per i risultati conseguiti, è riuscita a incrementare la dotazione finanziaria del 2013 con una “premialità”, seconda in Toscana solo a Pistoia, di oltre 650mila euro, che andranno ad aggiungersi alle risorse già disponibili di oltre un milione di euro».

Un altro importante strumento di sostegno sono i Pif (Piani integrati di filiera): infatti, la Regione Toscana ha spinto sull’acceleratore per il 2012 e ha stanziato altri 20 milioni. I Pif sono il nuovo strumento attraverso il quale la concessione del finanziamento pubblico al mondo agricolo e agroindustriale è subordinata alla firma di un “accordo di filiera” fra i partecipanti ed è stata la grande novità del 2011.

Rispetto al bando precedente sono state apportate alcune modifiche. Le principali novità, illustrate nel convegno svoltosi alla pieve di Sorano di Filattiera, riguardano l’introduzione della “filiera corta” e della castanicoltura e i piccoli frutti all’interno delle attività finanziabili con i nuovi Pif, che, naturalmente, affiancano le precedenti filiere: cerealicola, zootecnica, olio, vino e vivaismo. Ricordiamo che il settore dell’agricoltura, in questi ultimi anni, ha dovuto convivere con numerose difficoltà. Tra queste il carico fiscale per le imprese agricole. E proprio di Imu (imposta municipale unica istituita dal decreto legislativo n. 23 del 2011) e delle possibili azioni per attenuarne l’impatto si è parlato nell’incontro con Cia, Coldiretti e Unione agricoltori.

L’impegno di Leri è di portare in conferenza dei sindaci la proposta di deliberare la riduzione allo 0,1% dell’aliquota Imu sui terreni e sui fabbricati agricoli in considerazione della grande rilevanza che il settore agricolo riveste per il territorio. «Ma non basta. È necessario che il governo aggiusti la normativa per distinguere nettamente i beni strumentali da quelli di rendita - ha affermato il presidente dell’Unione di Comuni - e per evitare l’illegittimità di un provvedimento fiscale che produce una doppia tassazione, Imu e reddito dominicale, sul medesimo bene. Un passo dovuto per sostenere il settore agricolo e agroalimentare, che rappresenta l’unica vera ricchezza del territorio lunigianese. Infatti, sostenere l’agricoltura significa mantenere e sviluppare occupazione, curare il territorio, prevenire anche dissesti idrogeologici».

(g.u.)

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