Il Tirreno

Export, cresce il valore dei blocchi

Aumento esponenziale: +7,87% in un anno a quota 213 euro la tonnellata, sempre la Cina il primo mercato

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CARRARA. L’export di marmi e graniti del comprensorio tosco-ligure nel 2011 cresce verso India e Algeria; aumenta la redditività per le vendite del marmo bianco: sono questi alcuni dei dati salienti che emergono dalle statistiche fornite dalla Imm. Con un dato eclatante: la crescita esponenziale del valore del bianco. Blocchi grezzi e lastre hanno raggiunto la media di 213 euro la tonnellata; i lavorati, mille e 26 euro la tonnellata. Se, come spesso si sente dire in casa Assindustria, l’export vale circa la metà del fatturato del lapideo, il nostro comprensorio (di cui Carrara è sicuramente i due-terzi, forse di più) ha toccato quota un miliardo di euro (il doppi di 521 milioni, vedi tabella, escludendo granulati e polveri). Un comparto in salute, con una crescita confortante anche se su numeri piccoli per il granito. E in questo Eldorado, il Comune continua a incassare 13,50 euro la tonnellata la materiali che hanno prezzi sopra i duemila euro... No comment.

Ma vediamo il dettaglio.

Nel corso del 2011 il comprensorio Apuo-Versiliese ha esportato oltre 1.554.000 tonnellate di marmi, graniti e altre pietre, grezze o lavorate (compresi granulati e polveri), per un valore complessivo di 541.607.392 euro con una contrazione delle quantità -7,3% rispetto al 2010 ma con un incremento in valore del +6,8%.

Lo rende noto l’Ufficio Studi dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che ha elaborato le statistiche Istat e, a commento dei dati, sottolinea che se si restringe l’analisi ai materiali di maggior pregio (marmi graniti e altre pietre), l’export del comprensorio che comprende le province di Massa Carrara, Lucca e La Spezia, supera 1 milione di tonnellate per un valore di 521 milioni di euro con una riduzione delle quantità del -5,6% ma con un incremento dei valori del +7%.

«Il dato è in linea con il trend dell’export nazionale che registrato una riduzione delle quantità esportate a fronte di un incremento in termini di valore che, per il comprensorio tosco-ligure, risulta più accentuato, considerato che a livello nazionale le variazioni sono risultate più contenute su entrambi i fronti segnando un - 3.2% sulle quantità e un + 4,3%. La motivazione - commenta il presidente di Imm Giorgio Bianchini – è da individuare nel fatto che la crisi scoppiata in Nord Africa ha coinvolto direttamente le aziende del comprensorio che tradizionalmente intrattengono stretti rapporti commerciali con quest’area».

Sono scese, in particolare, le esportazioni verso l’areale nordafricano che nel 2010 risultava fra i maggiori mercati delle aziende toscane perché, dopo la Cina, erano Libia, Algeria e Tunisia i maggiori paesi importatori soprattutto di marmi in blocchi e lastre. Nel 2011 la Cina si è mantenuta al primo posto con un import di 214.464 tonnellate di marmi e graniti per un valore di oltre 50 milioni di euro seguita da Algeria (126.000 tonnellate per oltre 19 milioni di euro), India (93.000 tonnellate per 32,6 milioni di euro) e Tunisia (84.700 tonnellate per 8,5 milioni di euro). La Libia precipita al settimo posto fra i partner del comprensorio segnando un -78% sulle quantità (31.000 tonnellate nel 2011) e un -75,4% in valore (3,4 milioni di euro nel 2011). Evidenziano un trend positivo sia in termini di quantità che di valore l’India (rispettivamente +7,3% e +5,3%) e soprattutto l’Algeria (+15,7% e +17,8%) dove è in forte aumento l’export soprattutto di marmo in blocchi e lastre che nel 2011 è stato di 117 mila tonnellate per oltre 17 milioni di euro (+20,8% in quantità e +22,4% in valore). Complessivamente, tuttavia, l’export di marmo in blocchi e lastre del distretto toscano ha registrato un -11,8% rispetto al 2010, passando dalle 743.300 tonnellate del 2010 alle 655.800 del 2011 mentre il valore è cresciuto del +7,6% e si è attestato a oltre 139 milioni di euro con un conseguente aumento del valore medio unitario che per il marmo grezzo è stato di 213 euro a tonnellata con una crescita del 22% rispetto al 2010, dunque il “bianco” è stato venduto a prezzi superiori con maggiore redditività.

«È interessante anche il trend positivo dell’export dei lavorati in marmo bianco», sottolinea Paris Mazzanti direttore di Imm. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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