Italia
Spari contro un cancello Minacciata cinquantenne
Prima le hanno suonato al citofono di casa, poi hanno sparato contro il cancelletto della sua abitazione sei volte. Con una pistola calibro 9. Chiaro l’intento intimidatorio.
MARINA DI MASSA. Prima le hanno suonato al citofono di casa, poi hanno sparato contro il cancelletto della sua abitazione sei volte. Con una pistola calibro 9. Chiaro l’intento intimidatorio.
La vittima è una donna di cinquanta anni ed è la stessa donna che una settimana fa ha raccontato al Tirreno di aver fatto tre cause civili contro altrettante banche, perché le sono spariti due milioni di euro (che credeva al sicuro nei suoi conti corrente) e anche una denuncia penale. Agli istituti contesta una responsabilità oggettiva: quella di non aver vigilato, in quanto datori di lavori, sull’attività di un loro impiegato. Impiegato contro cui, appunto, la donna ha presentato una denuncia: chiede alla procura di verificare sul suo operato in vari istituti di credito. È chiaro che la squadra mobile sta indagando proprio in questa direzione.
La signora un mese fa era stata protagonista di un episodio simile: le avevano suonato al videocitofono e attraverso la telecamera le avevano fatto vedere il calcio di una pistola o il manico di un coltello. Poi erano scappati senza fare niente. Sembrava finita lì, invece l’altra sera hanno esploso sei colpi. Un’escalation che mette i brividi.
Gli agenti hanno raccolto i sei bossoli rimasti sull’asfalto e hanno rilevato i segni sulla porta in metallo. Sei buchi. È successo l’altra sera in via Fivizzano, una traversa di via delle Pinete. Una stradina lunga una cinquantina di metri o poco più. Erano passate da pochi minuti le 22 e la cinquantenne era già a letto e stava dormendo. A un certo punto il suo sonno è stato interrotto da una lunga scampanellata al citofono: lei ha aperto gli occhi e stava per alzarsi per vedere chi era a quell’ora, ma proprio a quel punto sono stati esplosi i sei colpi. Che tutti nella stradina hanno sentito, anche se nessuno ha visto niente. Solo la vittima affacciandosi ha scorto i fanalini posteriori di un’auto accendersi.
La signora ieri mattina ha detto alla polizia di essere stata minacciata un mese fa. Non solo ha raccontato la sua storia: i soldi che le sono spariti e la denuncia a quell’impiegato che credeva amico e con il quale è entrata in contrasto. Gli agenti ne hanno preso atto e hanno iniziato a lavorare.
In questura però fanno capire che non è l’unica pista che la mobile sta seguendo, (ipotizzano un regolamento di conti nel mondo della prostituzione che ha colpito la persona sbagliata).
Ma sembra più il tentativo di alleggerire la pressione sugli uomini di Antonio Dulvi Corcione che un’ipotesi fondata. La cinquantenne ha detto chiaramente che l’unico punto di attrito nella sua vita privata è quello. Per questo il colpevole potrebbe saltare fuori entro pochissimi giorni, se non addirittura ore.
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