Il Tirreno

Chiude il Day hospital, accuse all’Asl

Ambulatorio oncologico a Carrara, insorge la commissione, critiche anche sulle cure palliative alla Don Gnocchi

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MASSA. Prende forma la nuova sanità modellata sul futuro ospedale unico delle Apuane e non è una forma che piace ai massesi. Almeno, non alla commissione consigliare Sanità che ieri, in un serrato confronto con il direttore sanitario Domenico Dal Maso ha espresso con forza tutte le sue contrarietà e i suoi dubbi sulle strategie dell’Asl e della sua direttrice Maria Teresa De Lauretis.

Due i temi in discussione: il centro di cure palliative alla Don Gnocchi e il trasferimento a Carrara del Day hospital di oncologia.

Sul primo punto, i consiglieri hanno espresso più che altro perplessità. Sulla scelta di affidare a un privato – pur accreditato e «senz’altro valido», hanno sottolineato – un servizio che “doveva e poteva” rimanere tutto pubblico. «Non capiamo quali possano essere i risparmi, per noi la struttura della Don Gnocchi ha diverse criticità: l’abbiamo visitato e ci siamo resi conto, ad esempio, che alcune stanze sono troppo piccole e che lo spazio destinato alle attività comuni è addirittura privo di finestre. Il che per malati terminali non è precisamente il massimo», hanno detto in sostanza i consiglieri.

Il direttore sanitario ha replicato che comunque i livelli di cura e di organizzazione saranno garantiti e che l’Asl assolverà in pieno il suo compito di controllare il rispetto dei protocolli.

Ma è stato sulla questione dell’ambulatorio di oncologia che è emerso un profondo contrasto tra azienda sanitaria e “politica”.

Da lunedì prossimo, ha annunciato Dal Maso, dovrebbero iniziare i lavori per l’adeguamento del centro di Carrara. Quando saranno terminati, il servizio potrà essere trasferito.

«Un’operazione portata avanti senza tenere conto delle esigenze dei pazienti, che saranno costretti a spostamenti faticosi e non facili. Soprattutto, una decisione che ignora l’ordine del giorno che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità con cui si chiede chiarezza sul trasferimento e, in sostanza si chiede uno stop fino all’apertura del nuovo ospedale di viale Mattei», insorge però l’assessore alla Sanità Franca Leonardi dando voce al dissenso bi-partizan dei commissari.

«Si è trattato di una scelta tecnica: mancano due medici, per garantire la continuità del servizio non potevamo fare altro che procedere all’accorpamento, se non, appunto, interrompere il servizio», si è difeso il direttore sanitario spiegando anche che sono circa 450 i pazienti in cura a Carrara (tra i quali anche molti massesi) e 40-45 quelli attualmente ancora “in carico” al Day hospital di Massa.

Per i consiglieri, non basta. «Ai cittadini e al consiglio comunale non è stata data adeguata informazione su queste strategie, che ci vengono comunicate a “cose fatte”», accusa Stefano Alberti. «Apprendiamo solo ora che c’è un problema di carenza di medici. C’è una mancanza di rispetto nei confronti delle richieste e del ruolo dei rappresentanti del consiglio comunale», rincara Loredana Sillicani.

Come tra governo Monti e partiti, sulla sanità apuana è scontro tra “tecnici” e politica.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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