Il Tirreno

Maria musetti (pdl)

«Via dei marmi, problemi a Bedizzano»

«Via dei marmi, problemi a Bedizzano»

CARRARA. «Con l’inaugurazione della via dei marmi e l’avvio del nuovo percorso che i camion dovranno effettuare per i bacini marmiferi, senza dubbio il traffico pesante sarà circoscritto e la città...

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CARRARA. «Con l’inaugurazione della via dei marmi e l’avvio del nuovo percorso che i camion dovranno effettuare per i bacini marmiferi, senza dubbio il traffico pesante sarà circoscritto e la città ne trarrà benefici, ma cosa accadrà a monte lungo la strada che dalle Canalie porta alle cave?».Solleva preoccupazioni Maria Elena Musetti, candidata al consiglio comunale nelle file del Pdl, a sostegno di Lanmarco Laquidara candidatoa sindaco.«Centinaia di camion si riverseranno sulla strada comunale che certamente non era stata concepita per supportare una così imponente mole di traffico e attraverserà in parte il paese di Bedizzano a livello dello svincolo di “Ometto”.

«Dobbiamo considerare – dice la Musetti – anche il fatto che questa è la via di accesso al paese di Colonnata, pertanto sia gli abitanti che i turisti si troveranno a condividere il percorso con questi bisonti della strada, con tutti i rischi che ne conseguono, non solo dal punto di vista dell’incolumità fisica ma anche per la salute. Forse le polveri sottili e i gas di scarico dei camion che andremo a respirare nei paesi a monte sono meno nocivi di quelli respirati fino a oggi a Carrara? Anche per questa parte del territorio poteva essere studiato un percorso alternativo, magari utilizzando quei soldi che sono stati sperperati con la penale dovuta per la realizzazione della strada dei marmi».

La Musetti parla anche di «incuria, degrado e sofferenza economica» del territorio comunale. «Sono note fin troppo bene a tutti le condizioni del nostro litorale, del centro storico e dei paesi a monte. Da anni abbiamo avuto una politica non lungimirante, che non ha saputo sfruttare e valorizzare a fini turistici il potenziale di cui Carrara dispone: il marmo e la dimensione naturalistica di cui facciamo parte. I nostri bacini marmiferi contano migliaia di visitatori ogni anno ma ciò non corrisponde ad un turismo di qualità, è un turismo mordi e fuggi. La nostra ricettività alberghiera è stata pressoché azzerata negli anni. Mancano cinema, teatri agibili, locali di richiamo per i giovani. La giusta valorizzazione dei suoi gioielli naturalistici può essere l’assist di cui ha bisogno l’economia per risollevarsi».

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