Proteste
Prezzi giù ma il mattone non sale
All’ombra della Brunella è crisi nera per il mercato immobiliare malgrado la svalutazione degli alloggi
AULLA. È crisi nera per il mercato delle case ad Aulla.
L’Agenzia del Territorio certifica per il secondo semestre del 2011 un calo dei prezzi che arriva in verità in ritardo rispetto al blocco delle compravendite immobiliari, che ormai va avanti da parecchi mesi.
Scendono i prezzi delle abitazioni civili in centro città, attestati trai 1200 ed i 1850 euro al metro quadro, a seconda che lo stato di stato di conservazione dell’immobile; scendono le quotazioni delle case di tipo economico che si piazzano nella forchetta tra 900 e 1250 euro.
In picchiata infine prezzi delle case indipendenti, e in questo caso parliamo del tonfo più sonoro con valori che sprofondano addirittura di 200 euro al metro quadro rispetto a solo sei mesi fa (tra i 1500 e i 2mila euro).
La stessa villetta di 100 metri quadri nelle immediate vicinanze di Aulla può arrivare a valere oggi 20mila euro in meno del prezzo rilevato in autunno.
«Come va il mercato? E quale mercato?» rispondono ironicamente all’agenzia immobiliare Lunigiana 2000, che da circa vent’anni opera in Lunigiana appunto e ha sede in via Apua.
«Attenzione, il mercato è bloccatissimo ed è una cosa che in generale riguarda tutto il Paese - illustrano all’agenzia - ma qua penso influisca anche la questione alluvione e gli allagamenti che abbiamo avuto. In molti hanno disdetto addirittura gli appuntamenti che avevano solo per prendere visione diegli immobili. Ci chiamano per chiederci notizie riguardo a frane e smottamenti. C’è un po’ di psicosi in effetti».
Mancano quindi i vacanzieri, quelli delle seconde case che arrivavano dal Nord Italia, ma anche da Genova e Firenze. Pochissima richiesta, mentre l’offerta è piuttosto abbondante: il risultato è che, come già detto per altre zone della Lunigiana, chi oggi ha i soldi da investire può fare affari favolosi.
«In molti vogliono vendere - confermano all’agenzia - in pochi possono spendere ed ecco che si scatena una gara ai ribassi tra i venditori. Se dovessi fare una stima dico che oggi si vende anche al 40% in meno rispetto al valore di mercato».
Ribassi favolosi, che valgono anche per il mercato dei fondi commerciali. La crisi del commercio morde e sono sempre di più i fondi che rimangono sfitti. «Sì la richiesta è anche in questo caso pochissima - confermano alla Lunigiana 2000 - d’altra parte bisogna avere coraggio e credere molto nella propria idea per pensare di aprire oggi, qua come in tutta Italia».
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