Il Tirreno

Ferito in cava, scontro fra Asl e operai

Ferito in cava, scontro fra Asl e operai

Il lavoratore colpito alla testa: avevo il casco. La tecnica dell’azienda sanitaria: operazione svolta senza le dovute cautele

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CARRARA. Lui, un operaio con 25 anni di esperienza sulle spalle, si è ferito alla testa durante un’operazione attorno alla linea elettrica, in cava. Per i tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza dell’Asl sui luoghi di lavoro era stato sottovalutato il rischio di quella manovra, il cavatore non aveva la cintura di sicurezza idonea e non portava il casco. E sarebbe stato colpito da uno dei cavi sotto tensione a terra, mentre veniva riportata la linea elettrica sul traliccio, a quattro metri d’altezza, Per i cavatori sentiti come testimoni, invece, non solo il collega portava il casco, ma sarebbe stato colpito, in cima al traliccio da un cavo strappato - a operazione terminata - a causa dei morsetti usurati.

Una vicenda ancora tutta da chiarire per la quale sono finiti in tribunale, con l’accusa di lesioni gravi il titolare e il sorvegliante di cava.

Ma in aula è stato scontro fra i responsabili del servizio sicurezza sui luoghi di lavoro e i cavatori chiamati a testimoniare, e anche con lo stesso operaio infortunato. Tutti, infatti, hanno preso le parti dei titolari dando una versione dei fatti completamente diversa da quella ricostruita dai tecnici dell’Asl. E la dottoressa del servizio di prevenzione davanti al giudice ha ricordato: «Abbiamo trovato difficoltà fin da subito, in quella cava, con le testimonianze che avrebbero dovuto aiutarci a definire quanto era accaduto».

La vicenda Un infortunio in cava, del 26 maggio del 2010. Alle otto del mattino un lavoratore, Marco De Angeli, viene ferito alla testa e alla tempia da un cavo, durante le operazioni di posizionamento della linea elettrica. La ditta che escava in quel bacino, è la Gualtiero Corsi, ma, per un passaggio di quote, viene indicato come titolare e legale rappresentante Quinto Ciuffi. Assieme al sorvegliante di cava, Alberto Ricci, finisce sul banco degli imputati con l’accusa di lesioni gravi. In tribunale la dottoressa Socco dell’Asl parla di alcune negligenze da parte della ditta per cui lavorava il cavatore ferito: «Abbiamo trovato il casco intatto, mentre il berretto che portava era intriso di sangue. Dopo mezz’ora dal nostro intervento i colleghi ci hanno portato dei morsetti rotti, ma non sappiamo se erano quelli del momento dell’incidente». E infine: «L’operazione non è stata fatta con le dovute cautele, e a nostro parere, e considerate le tracce di sangue, il cavatore è stato colpito quando era già a terra». Lo stesso De Angeli ha invece di avere sentito un colpo, mentre era sul traliccio, e di essersi portato un mano alla testa. «Avevo il casco sganciato e mi è volato via, ero pieno di sangue, sono sceso e mi sono adagiato a terra». Una versione completamente discordante da quella della dottoressa dell?Asl, ma uguale a quella dei colleghi sfilati come testimoni. A metà maggio è prevista la discussione e la sentenza.(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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