Il dolore
Antica miniera alla luce a Montereggio
Risale alla prima guerra mondiale il sito per l’estrazione di lignite scoperto da due speleologi
MULAZZO. A Montereggio, dopo quasi un secolo, è stata riportata alla luce una miniera di lignite, prima del genere censita ufficialmente, in provincia nel Catasto nazionale delle cavità artificiali. Si tratta di una miniera risalente alla prima guerra mondiale, ritrovata da Giacomo Maucci del Gruppo speleologico Lunense e Fabrizio Fogola, originari di Montereggio.
Seguendo la flebile memoria storica rimasta, è stato dapprima ritrovato il luogo dell’ubicazione della miniera: l’entrata era completamente ostruita da una frana consolidata.
I due uomini, una volta entrati, hanno visto materializzarsi ai loro occhi i racconti ascoltati sin da quando erano bambini. Lungo le pareti sono ancora presenti i fori dentro i quali veniva fatto brillare l’esplosivo; ancora ben visibile la vena carbonifera che termina in un laghetto, dedicato all’inventore della speleologia moderna, il triestino Walter Maucci.
È stato tentato lo svuotamento del laghetto, ma dopo 7 giorni il livello dell’acqua era praticamente lo stesso.
Quello che si sa è che questa miniera, probabilmente come altre, durante la prima guerra mondiale venne classificata come stabilimento ausiliario e fu di fatto militarizzata: i minatori che vi lavoravano vennero vestiti con la divisa della Regia Marina ed esonerati dal servizio militare effettivo. Non si ha memoria di una vera e propria produzione estrattiva, la conclusione della Grande Guerra, col suo bagaglio di lutti, si portò via da Montereggio anche “gli imboscati”, così vennero chiamati dai montereggini i marinai/minatori, con le loro storie private,
umane e minerarie.
Giuseppe Passarino, esperto minerario e autore di diverse pubblicazioni sulle miniere della piana di Luni, sottolinea che, viste le dimensioni, non si può parlare di una vera e propria miniera ma, di un lavoro eseguito con un permesso di ricerca mineraria atto a verificare le potenzialità di un giacimento.
Montereggio, paese ricco di tradizioni popolari, letterarie e religiose, si arricchisce così di una nuova pagina di storia importante per i numerosi bambini di oggi e di domani che possano così conoscere come vivevano i loro bisnonni, oltrechè non dimenticare le loro radici.
(f.p.)
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