Il Tirreno

«Ma il vero monopolista qui è Nieddu»

«Ma il vero monopolista qui è Nieddu»

La Porto replica alle accuse dell’armatore sardo: se non trova più conveniente restare a Marina, se ne torni a Livorno

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CARRARA. La Porto non ci sta e replica, punto per punto alle accuse dell’armatore Battista Nieddu che si era lamentato, parlando di monopolio, delle condizioni capestro e delle tariffe troppo alte all’interno dello scalo di Marina di Carrara.

«La parola monopolio è di grande impatto per la cultura che ormai prevale. Nel nostro caso viene usata per denigrare l’unica impresa imbarchi e sbarchi che opera all’interno del porto - si legge nella nota della società - Come si può ben constatare, Armamento Sardo pretende di svolgere liberamente la propria attività nel porto di Marina di Carrara come sta facendo a quello di Olbia ed usa la parola monopolio per giustificare posizioni che non hanno senso. Le voci che circolano in Italia sulle difficoltà finanziarie del gruppo forse sono alla base di certi comportamenti, ma sinceramente non ci riguardano»

«E’ bene però chiarire che - prosegue la nota della Porto - Armamento Sardo nel 2009, ha deciso di spostarsi a Marina di Carrara a fronte della sottoscrizione di un contratto che prevedeva una riduzione del 25% dei costi rispetto a Livorno. Armamento Sardo attualmente è il vero monopolista poiché occupa tutti gli spazi dedicati al traffico Ro/Ro e di fatto esclude ogni possibilità di concorrenza nei collegamenti da/per la Sardegna e verso altre destinazioni. Porto di Carrara ha messo gratuitamente a disposizione di Armamento Sardo le aree che detiene in concessione demaniale e per le quali corrisponde canoni all’Autorità Portuale. Il contratto sottoscritto tra le Parti prevede l’addebito di una penale per le soste oltre franchigia e ciò per evitare che il Porto e Marina di Carrara diventino il parcheggio della Logistica Nieddu. Specifichiamo che l’80% dei mezzi sbarcati ed imbarcati appartiene proprio alla Logistica Nieddu». E l’elenco continua: « In tre anni, Porto di Carrara non ha mai causato ad Armamento Sardo un ritardo o un disservizio nonostante le difficoltà derivanti dalla rigidità di orario imposte dal contratto dei lavoratori portuali. La Porto, in ultimo, ha accolto nel mese di marzo scorso la richiesta di Armamento Sardo di ridurre ulteriormente le tariffe».

«E’ troppo facile strumentalizzare la parola monopolio - si chiude la nota della Porto spa - Se Armamento Sardo non trova più conveniente restare a Marina di Carrara è libero di tornare a Livorno, dove ci risulta non lo stiano però aspettando a braccia aperte, nonostante la crisi nella quale versa quel porto».

Il comunicato delle Rsu «Non comprendiamo le lamentele del signor Nieddu - scrivono i rappresentanti sindacali del Porto Fit Cgil, Cil Cisl , Uil Trasporti e Confail Faisa -Come rappresentanti sindacali abbiamo accettato di far effettuare ai lavoratori orari diversi da quelli consueti, per esempio, il venerdì fino alle ore 22, per venire incontro alle esigenze della linea Nieddu, anche con le difficili condizioni ambientali delle zone di lavoro del traghetto. Spesso i lavoratori -sottolineano le Rsu - hanno prolungato il turno di lavoro per aspettare rimorchi e camion “in ritardo” per consentire di completare il carico».

«Per quanto ci risulta - si chiude la nota dei rappresentanti sindacali - il traghetto non ha mai aspettato visto che, normalmente, lo sbarco viene completato nell’arco del mattino, anzi quasi sempre è iniziato anche l’imbarco. Eventuali ritardi non sono mai stati dovuti ai lavoratori».(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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