Il Tirreno

Bufera al Pronto soccorso

«Il ricovero non era necessario»

La replica dell’Asl: operatori attaccati per questioni non sanitarie

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CARRARA. «Siamo stati sottoposti, come operatori in servizio a un ennesimo attacco, legato a problemi che esulano da quelli di carattere sanitario e a cui non siamo tenuti a rispondere».

La responsabile del Pronto soccrso, dottoressa Patrizia Vannucci, replica alle accuse lanciate da una utente.

I fatti risalgono alla settimana scorsa. «Non hanno voluto ricoverare mio marito, affetto da demenza senile, sordità e patologie cardiache, alla prese con un blocco intestinale: a quel punto ho chiamato la polizia». Così aveva dichiarato nei giorni scorsi una 72enne di Avenza, dopo aver dato in escandescenze e chiesto l’intervento del 112 al Pronto soccorso di Carrara. La donna sosteneva che quello era il secondo ricovero rifiutato al marito, nonostante le difficoltà che lei stessa aveva riscontrato a praticargli a casa la terapia prescritta al Pronto soccorso.

In merito a quanto pubblicato in cronaca, la responsabile del Pronto soccorso di Carrara Patrizia Vannucci precisa quanto segue:

«Purtroppo lo scorso 22 marzo gli operatori del Pronto Soccorso si sono ancora una volta trovati di fronte a un ennesimo attacco al Personale sanitario in servizio, dovuto a problemi di carattere non sanitario, che ben esulano da quelli strettamente sanitari ai quali sono tenuti a rispondere- si legge nella nota dell’Asl - Il paziente in questione, è stato visitato e sottoposto ad accertamenti strumentali del caso, che sono risultati sempre nella norma e hanno escluso problemi di acuzie, sia in data 20 che in data 22 marzo. In entrambi i casi non sono state riscontrate indicazioni al ricovero. In particolare, nell’ultimo accesso, il paziente è rimasto in Pronto soccorso dalle ore 10 fino alle 13 circa. Al momento della dimissione, è stato spiegato al familiare che la terapia individuata poteva essere praticata a domicilio, con il coinvolgimento del medico curante ed eventualmente l’aiuto del servizio di Assistenza domiciliare integrata. A questo punto, la signora ha manifestato un forte disagio organizzativo, legato alla pesante gestione familiare, che le ha scatenato una reazione fuori misura, che si è conclusa con urla e minacce nei confronti del Personale. Preciso comunque che l’unico intervento delle forze dell’ordine, è stato quello di un poliziotto di turno al Pronto soccorso, che è arrivato nel giro di pochi minuti per calmare la signora. In qualità di Responsabile, conscia della critica situazione, ho ritenuto opportuno contattare il medico internista di turno per un ricovero in osservazione breve, al fine di aiutare la famiglia nella somministrazione della terapia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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