Il Tirreno

Dazzi: ecco perché mi candido

Dazzi: ecco perché mi candido

«Il campanilismo fra Carrara e Massa ci ha distrutto, dobbiamo invertire la sfiducia generalizzata»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. A Fabrizio Dazzi, segretario provinciale Uil funzione pubblica, una domanda d’obbligo: lasci il sindacato in un momento delicatissimo, in piena vertenza articolo 18, per candidarti alle amministrative con il Pri. Come spieghi questa scelta? «Non è cosi - replica - Non lascio il sindacato ma l'intenzione, ponderata, è quella di intraprendere un percorso istituzionale che sia di supporto e di rafforzamento alla azione sindacale.Dopo oltre 30 anni di dirigenza Uil mi sospenderò dall'incarico sindacale ma rimarrò iscritto ed in contatto quotidiano con la mia realtà sindacale. Questo perché a livello locale non è mai esistita da parte delle Istituzioni una visione d'insieme dei problemi e dei bisogni che attanagliano la nostra realtà ed il campanilismo tra Carrara e Massa ha distrutto l'economia, i servizi e duplicato spese e carrozzoni inutili, facendo ricadere sulle spalle dei cittadini costi impropri frutto della mala politica. Il risultato è che oggi siamo disperatamente alla ricerca di risparmi di bilancio che ci consentano una mera sopravvivenza contabile, ma non siamo in grado neanche lontanamente di intravedere una possibilità di ripresa, in un clima di sfiducia generalizzata che pervade tutti gli strati sociali e Carrara ne sta pagando il prezzo forse più alto, perdendo servizi e posti di lavoro.Il senso di frustrazione dell'opinione pubblica è aggravato dal profondo disincanto nei confronti della politica tout court, indipendentemente dagli schieramenti di riferimento. Fatti e crisi dovute alla mala gestione della cosa pubblica come quelle della Asl, della Erreerre, del Cermec, il malaffare visibile in troppi enti sono lì ad alimentare questo senso di frustrazione. D'altra parte, la sola risposta che si è levata nel dibattito pubblico rischia di essere un rimedio peggiore del male: il vento dell'antipolitica alimenta infatti soltanto tendenze populiste e qualunquiste. Il proliferare di liste civiche alle lezioni amministrative ne sono un chiaro sintomo. In questa situazione il mio ed il nostro senso civico ci ha imposto di intervenire».

Dazzi ha scelto il Pri: «La nostra terra, il nostro Comune, sono al collasso socio economico e in tutta evidenza, nessuna delle attuali formazioni politiche sembra corrispondere a un modello di partito politico capace di riappropriarsi della rappresentanza sociale e di interpretare l'interesse generale: esse sono infatti in larga misura il prodotto di giustapposizioni tattiche, di logiche di sopravvivenza, di agglomerati propagandistici. La via d'uscita sta in un rimescolamento del sistema politico che generi nuovi soggetti dotati di identità culturale, capacità progettuale, slancio ideale, trasparenza morale, insomma di una visione che rigeneri la fiducia nelle istituzioni. Per questo motivo la novità del ritorno del Pri, Partito Repubblicano Italiano, che non è la lista dei “Repubblicani per Carrara”, ma un pezzo di Storia dell'Italia, mi ha convinto a schierami sotto il simbolo storico dell’Edera».

I n caso di elezione, quali le priorità da consigliere di maggioranza?

«La nuova amministrazione cittadina dovrà impegnarsi in una opera di riavvicinamento del cittadino e di rieducazione civica che non sarà semplice.Dobbiamo recuperare i valori e porre con forza la questione morale accanto alla priorità del lavoro e dei servizi. I mazziniani come me hanno in questi anni irriducibilmente testimoniato la possibilità di un'Italia diversa, perché non hanno mai abbandonato la loro cultura di riferimento, la Democrazia Repubblicana, non hanno mai preteso di avere un'esclusiva, ma sperano che la politica torni ad alimentarsi di una visione della società e di una proiezione verso il futuro. La politica del giorno per giorno ha fatto il suo tempo. Abbiamo bisogno di rilanciare una concertazione ed una coesione sociale reale, attivando un tavolo a tre gambe tra Istituzioni, Imprese, e sindacati per rilanciare una economia oggi in deficit strutturale, per ridare senso laico alla parola solidarietà. Insieme possiamo cambiare!», conclude Dazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web