Sicurezza
«La morte di Olga ha colpito tutti»
E Fruzzetti (Idv): per l’Ogap ci impegneremo tutti, ne so qualcosa
CARRARA. «Sociale e salute, il volontariato come risorsa comune contro il disagio»: questo il titolo dell'incontro promosso dalla lista di Claudia Bienaimé. Ospite d'onore, Don Armando Zappolini, presidente della Federazione Toscana del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza che non ha lesinato critiche al sistema economico e sociale attuale e, col suo vibrante intervento, non ha avuto timore di smascherare gli interessi che si celano dietro a tagli indiscriminati del welfare. E parlando del senso di abbandono in cui verserebbe ormai la popolazione italiana, questo prete "scomodo" che non le manda a dire, non ha mai dimenticato la storia di Olga: «Olga è morta in una tenda a Carrara - ha sottolineato - ma la sua morte ha colpito tutti noi e, anche dalle nostre parti siamo rimasti colpiti da un avvenimento che sarebbe potuto capitare ovunque, perché di Olga, ce ne sono tante, in ogni angolo del Paese, e questo accade quando si vogliono sostituire i diritti con la carità e badate, questa è la stessa cultura che adotta la mafia: spacciare per regalo ciò che dovrebbe essere un diritto». Moderatrice dell'incontro Maria Paola Freschi, presidente di Ogap, associazione di operatori che si occupano del Centro alcologico cittadino e che da tempo denunciano lo stato di precarietà in cui si troverebbero. Sono circa 300 le persone in trattamento comprese tra comunità di accoglienza e gruppi riabilitativi e, non riuscendo ad ottenere risposte dall'Amministrazione gli operatori sarebbero giunti a chiedere un incontro con l'Assessorato regionale alla Salute, portando con loro 800 firme di utenti, familiari e cittadini «raccolte in soli 10 giorni» con la richiesta del «mantenimento e difesa dei Triad e degli spazi di agibilità delle associazioni all'interno del Centro». Sull'argomento, a fine incontro, ha tenuto a prendere la parola proprio Galeano Fruzzetti, coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori, narrando non senza commozione, la propria esperienza personale. «Nessuno può capire che cosa si provi ad avere un problema di questa entità finché non tocca le persone che ti sono più vicine. Non posso far altro che ringraziare gli operatori ed impegnare tutto me stesso per difenderli. Per quanto mi riguarda, quale coordinatore dell'Idv, l'Ogap può stare tranquillo: il suo lavoro è essenziale per centinaia di persone in difficoltà».
Barbara Monaco
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