Il Tirreno

Monumento funebre a un... vivo

Monumento funebre a un... vivo

Oggi benedizione dell’opera in memoria di Lodovici. Lo credevano morto in guerra, visse altri 17 anni

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CARRARA. Per oltre 60 anni è stato monumento funebre... senza il morto: l’altorilievo, opera dell’artista carrarese Cesare Poli, doveva essere infatti in memoria di Cesare Vico Lodovici, il grande autore teatrale carrarese. Un suo zio, credendolo morto durante la guerra, lo fece infatti collocare nel cimitero di Marcognano nel 1951, salvo poi scoprire che Cesare Vico - che nel frattempo aveva iniziato anche a scrivere soggetti cinematografici, fra cui quello per la “Fossa degli angeli” - era vivo e vegeto e abitava a Roma. Fino a pochi mesi fa, la scultura, pregevole, è rimasta nei pressi del cimitero, vicino all’area dei Lodovici, fino a quando la figlia dello scultore Giovanna, e il nipote Emilio Poli, si sono interessati per cambiargli collocazione: alle intemperie rischiava di rovinarsi. E’ stato contattato l’unico parente rimasto in vita di Lodovici, un nipote di 83 anni che vive a Ferrara, che ha acconsentito a destinare l’altorilievo, raffigurante Gesù crocifisso con la Madonna e la Maddalena, nella chiesa della Santissima Annunziata. La scultura è stata restaurata negli studi Telara, e oggi, con una messa solenne sarà benedetta dal vescovo Giovanni Santucci.

La singolare vicenda di questa statua è ricostruita sul periodico Vita Apuana, la curiosità maggiore è proprio quella che nacque come monumento funebre per una personalità che in realtà era in vita: nato nel 1885, figlio dell’industriale del marmo Egisto, Cesare Vico Lodovici studiò a Roma ed è nella capitale che ha quasi sempre vissuto (partecipò alla prima guerra mondiale e fu fatto prigioniero). Un suo zio nel 1951, credendolo morto in guerra, non avendone più notizie commissionò il monumento funebre e lo fece installare a Marcognano; qualcuno ricorda che tornando poi a Carrara, il noto autore teatrale e cinematografico dicesse scherzando: «Vado a portare i fiori alla mia tomba...». Morì poi 83enne, nel 1968 a Roma.

Lo zio di Cesare Vico Lodovici aveva scelto per realizzare la scultura un’artista di fama, il carrarese Cesare Poli che, come ricorda Vita Apuana, già professore all'Accademia di Belle arti di Carrara e poi di Brera, ha anche scolpito la fontana della "Moretta", all'incrocio tra via Cavour e via Rosselli. Don Cesare Benedetti, parroco di Bassagrande, ha accolto volentieri la proposta di sistemare nella chiesa dell’Annunziata la scultura, che andrà di fatto a rappresentare anche la stazione della via Crucis della crocifissione. Tutte le operazioni relative alla scultura, dalla traslazione al restauro, sono state svolte in stretta collaborazione con la Sovrintendenza delle belle arti.

Don Cesare Benedetti annuncia anche un altro obiettivo: riuscire a collocare nella chiesa dell’Annunziata un'altra coppia di statue, la Vergine e l'angelo Gabriele, raffigurati nel momento dell'Annunciazione, in fase di realizzazione allo studio Sparapani di Avenza, su soggetti dello scultore Alberto Sparapani.

Intanto, appuntamento a stasera alle 18,30 per la messa solenne in cui il vescovo Giovanni Santucci benedirà l'opera di Cesare Poli. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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