Il Tirreno

La licenzia, la sfratta poi si porta via anche le finestre di casa

La licenzia, la sfratta poi si porta via anche le finestre di casa

Madre con una figlia piccola costretta a stare al freddo Ora chiede il risarcimento danni al proprietario

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MASSA. La licenziano e la sfrattano. Ma lei non si arrende. Non la spaventa essere giovane, straniera, già madre di una bambina di 7 anni. Non la spaventa il freddo: e quando il proprietario di casa sua sale le scale con alcuni operai, le dice che ha intenzione di cambiare le finestre, le stacca dal muro e se le porta via, lei non si abbatte. Nastro adesivo, tanto nylon e ancora una dose gigantesca di coraggio. Quello di chi, nonostante tutto, crede e si affida nella giustizia. Pronta a sostenere una causa di risarcimento perchè la sua bambina ha freddo, tanto freddo e si è ammalata, perchè sogna, a sette anni, un compleanno con finestre nuove.

Storie al femminile. Donne, ancora donne. Straniere, madri, spesso sole. A volte deboli, si abbandonano. Olga , ucraina, muore di stenti in una tenda, ai bordi della ferrovia. Nel suo pancione culla una creaturina: è al settimo mese di gravidanza. Maria ( il nome è di fantasia) non ce la fa: pochi soldi, tanta tristezza, la sua Romania troppo lontana, due figli che non vivono più con lei. E uno in arrivo. È così tanta la paura che le portino via anche lui che per ben due volte minaccia di togliersi la vita.

Lei, invece, russa, badante, 25 anni e una figlia di 7 non ci sta, ha un coraggio enorme. Quello del bisogno, certo, ma anche dello spirito d’iniziativa, della fiducia, della perseveranza.
La vicenda. Tutto comincia - o almeno così ricostruisce la protagonista a chi l’ha aiutata - con un contratto di lavoro. Lei giovane e forte fa la badante, si prende cura di un anziano non autosufficiente, vive, insieme a sua figlia, in casa con lui. Al Sicet (sindacato inquilini, casa e territorio) racconterà che il suo stipendio è di 510 euro, ma 400 le vengono trattenuti per l’affitto. E la ragazza è costretta a cercarsi anche altri lavori. Quando le chiedono mansioni in più - sempre stando alla sua ricostruzione dei fatti - lei dice no e scatta il licenziamento. Tanto che la ragazza avrebbe anche aperto una vertenza sindacale. È un crescendo: i problemi si sommano. L’anziano viene accolto da parenti e lei è invitata a lasciare la casa.

Ma quella mamma di 25 anni conosce la realtà che la circonda e sa come muoversi. Ha letto da qualche parte che un inquilino al nero può autodenunciarsi all’agenzia delle entrate: tu aiuti lo Stato a scovare un evasore e in cambio ottieni un contratto regolare per 4 anni. E a prezzi bassi: 3 volte il valore catastale. Per quella casetta vicino alla stazione solo 110 euro ogni mese. Così la giovane mamma bussa alle porte del Sicet e trova Francesco Ostrogovich:«Io ho subito ritenuto che lei fosse un inquilino a tutti gli effetti - spiega - aveva la residenza nella casa e anche le bollette intestate, quindi l’ho seguita nel percorso perchè ottenesse, appunto, un contratto regolare e con costi contenuti. Così prevede la legge». E lei ce la fa.

In casa, ma senza finestre. Un obbiettivo raggiunto, quindi per la ragazza e per sua figlia. Fino a quando la giovane russa bussa ancora alle porte del Sicet e racconta che sua figlia, per il compleanno, sogna di ricevere finestre nuove. Perchè le finestre in casa non le ha più. il proprietario - racconta ala ragazza - è salito a casa, garantendo che le avrebbe sostituite, ma non si è più fatto vedere. E lei vive da 20 giorni al freddo. Ma, di fronte alla sua bambina che tossisce e sta male, scopre di avere ancora quintali di coraggio: va dall’avvocato e decide di citare il proprietario per danni. Vuole essere risarcita. Perchè le finestre devono tornare: sua figlia ha diritto ad un altro regalo. Ha diritto alle bambole.

Chiara Sillicani

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