Finanza
Vuole l’ambulanza per tornare a casa e aggredisce medico
Finisce nei guai marito di una donna dimessa dall’ospedale Durante il ricovero della moglie ha infastidito tutti i dottori
MASSA. Medici e infermieri dell’ospedale di Massa avevano capito che con quell’uomo che andava tutti i giorni a trovare la moglie era meglio averci poco a che fare. Andava in escandescenza ogni volta che si presentava un piccolo problema. Iniziava a urlare se la sua consorte gli diceva che la notte prima aveva chiesto aiuto ai dottori ma questi erano arrivati in ritardo. Si imbestialiva alla minima mancanza. Aveva dato parecchi problemi, insomma, per tutta la durata del ricovero della sua dolce metà.
Così martedì quando è arrivato il giorno della dimissione della paziente in parecchi devono aver tirato un sospiro di sollievo, sperando di non vederlo più per un bel po’ quell’uomo tanto agitato. Invece lui ha dato il peggio di sé proprio alla fine. Arrivando ad aggredire il medico di turno. Motivo? Pretendeva che il camice bianco chiamasse un’ambulanza del 118 per riaccompagnare la malata a casa. Il dottore ha tentato di fargli capire che era impossibile, che le ambulanze servivano per andare a prendere le persone che stavano male e non per trasportare quelle che stavano bene.
Una spiegazione gentile, ma ferma. Anche perché il medico doveva visitare i pazienti. Invece l’uomo non lo ha liberato dalla sua presenza, anzi ha cominciato a tartassarlo di domande, ad afferrarlo per il camice e a pretendere l’arrivo dell’ambulanza. Così il personale dell’ospedale ha chiamato il 113, denunciando l’aggressione. Nel frattempo il marito della donna che doveva essere dimessa e il dottore continuavano a discutere animatamente. Le urla si sentivano in tutte le camere e i pazienti si affacciavano per capire cosa stava accadendo.
Quando gli agenti sono arrivati nel reparto però ormai l’aggressore era andato via e con lui anche la moglie. Avevano chiamato un taxi e se ne erano tornati a casa. E proprio lì li hanno trovati i poliziotti della volante che si erano messi a caccia del disturbatore. Hanno suonato al campanello e lui gli ha aperto la porta. Gli hanno contestato l’aggressione al medico e lui ha detto che si stava semplicemente facendo le sue ragioni e che non aveva aggredito nessuno. Spiegazione però che non gli è servita per evitare la denuncia a piede libero per interruzione di pubblico servizio e minacce a pubblico ufficiale. A nulla è valso il tentativo di scusarsi con la frase: «Ero nervoso perché mia moglie non stava bene». Dovrà raccontare un’algtra storia al giudice se vuole essere assolto dalle accuse.
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