Sicurezza
Granito in crisi nera: la segheria di Conti chiede il fallimento
In cassa integrazione già sette operai, presto saliranno a 10 La Sesgra ha interrotto l’attività, telai fermi ormai da mesi
CARRARA. Ha chiuso l’attività, chiedendo il fallimento, la Sesgra, segheria modello, per il taglio del granito a telaio e a filo, dell’ex sindaco di Carrara Giulio Conti. Dal 22 febbraio scorso sono in cassa integrazione in deroga 7 dipendenti, altri tre, che sono rimasti per sistemare le ultime cose (bolle, carichi sospesi e quant’altro) ci andranno dalla prossima. E intanto, nei giorni scorsi sono stati portati i libri a Massa: quelli con cui la società dichiara il fallimento (il curatore sarà nominato nei prossimi giorni dal Tribunale).
Chiude così, dopo 22 anni di attività, una delle segherie più importanti del territorio apuano. All’origine della profonda crisi in cui è precipitata la Sesgra c’è anche la lavorazione in loco dei propri materiali di paesi come l’India che, fino a un decennio fa rappresentavano una grossa fetta di mercato per le aziende apuane.
«Da novembre il lavoro ha subito un calo vertiginoso - spiega il direttore della Sesgra, Luciano Giorgi - E i macchinari su cui avevamo fatto grossi investimenti sono rimasti praticamente fermi: una situazione difficile che è diventata sempre più critica».
Da qui, dopo qualche mese la decisione di dichiarare il fallimento, portando i libri contabili a Massa. L’azienda ha letteralmente chiuso i battenti, fatta eccezione per i tre dipendenti che per tutto questo mese hanno continuato a lavorare e che andranno a raggiungere gli altri sette, già in cassa integrazione in deroga (rinnovabile ogni 4 mesi).
Ora l’attesa è per la nomina del curatore fallimentare che avrà il compito di gestire tutte le procedure relative al fallimento della Sesgra.
(a.v.)
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