Il Tirreno

Gli arredi del Margherita agli alluvionati di Aulla

Gli arredi del Margherita agli alluvionati di Aulla

Mobilio e suppellettili in buono stato consegnati nei giorni scorsi, ma ora l’albergo è desolatamente vuoto e sono fallite le trattative per subentrare

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MARINA DI CARRARA. Le chiavi dell'hotel Margherita sono tornate nelle mani della proprietà.

Gli ex gestori Adelelmo e Franca hanno terminato proprio due giorni fa lo sgombero dei locali. Tre mesi circa, questo il tempo impiegato dalla famiglia Bocchini per liberare le 21 camere, 7 per ogni piano, presenti nell'albergo. L'attività era cessata lo scorso 31 dicembre per motivi privati e da lì era iniziata la corsa allo sgombero degli arredi.

La bella notizia però è che nulla fortunatamente è andato buttato, anzi la maggior parte dei mobili è stata donata in beneficenza. Ebbene sì, i vani sono stati svuotati, ma i letti matrimoniali, lettini e cassettiere di tutte le stanze sono stati salvati e regalati agli alluvionati della Lunigiana. La consegna è avvenuta solo una settimana fa e direttamente nelle mani di tecnici incaricati del ritiro dal Comune di Aulla. Tutto è partito da un'idea della signora Franca: «Quando c'è stata l'alluvione in Lunigiana - spiega- noi sapevamo già di dover terminare l'attività e il pensiero di dover buttare via tutto il mobilio ancora in buone condizioni non mi piaceva. Così, tramite un nostro amico che proprio in quel periodo stava prestando soccorsi in Lunigiana, abbiamo preso contatti con il Comune di Aulla per sapere se qualche famiglia o struttura del posto potesse aver bisogno. Poi è stato il Comune a fare il resto e ad occuparsi di tutto». «La consegna - racconta ancora la signora Franca - è avvenuta solo pochi giorni fa perché i tempi poi si sono un po' allungati. All'inizio dovevamo capire se alla proprietà servissero i locali vuoti, semivuoti oppure completi di arredamento. Appena ci hanno comunicato di sgomberare tutto abbiamo dato la conferma al Comune che poi ha provveduto al ritiro e allo smistamento dei letti e dei mobili tra gli alluvionati. Credo però che la maggior parte degli arredi più che ad alberghi siano stati destinati a privati cittadini. Ad ogni modo l'importante è che siano stati consegnati a chi ne avesse veramente bisogno».

Il resto invece, lenzuola, federe, tendaggi e tutta la biancheria da bagno è tornato al diretto proprietario e cioè alla lavanderia che serviva quotidianamente l'albergo.

Mentre «le rimanenze di oggetti, stufe e suppellettili varie sono state smaltite- spiega ancora la signora Bocchini- come spesso avviene in questi casi».

Insomma l'albergo adesso è vuoto e sul suo destino tutti tacciono e non è dato sapere se ci sia o meno uno o più possibili interessati all'acquisto della struttura. Dopo l'annuncio del fallimento della trattativa tra il giovane imprenditore (e responsabile giovani imprenditori di Confcommercio) Stefano Agnesini e la proprietà adesso le bocche restano cucite. Le indiscrezioni non erano certo mancate e qualcuno aveva avanzato tra i possibili acquirenti anche il nome del portierone Gigi Buffon, poi smentito. Ma ora la proprietà sceglie la via del silenzio e risponde con un secco «No comment».

Intanto le speranze degli ex gestori restano quelle di tutti: «Rivedere aperte le porte dell'hotel». «E'un peccato che Marina di Carrara perda un altro albergo - dicono i coniugi Bocchini - noi ci abbiamo creduto per 47 anni e ci dispiacerebbe vederlo chiuso per tanto tempo o destinato ad un altro uso».

Al momento però l'unica cosa certa è che il futuro del Margherita resta in standby.

Maria Corsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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