Il Tirreno

Varese bacchetta i sindacati: troppi veleni

di Gianluca Uberti

Il presidente della Società della Salute chiede un incontro per salvare gli stipendi dei lavoratori

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AULLA. «Occorre un tavolo di discussione per garantire gli stipendi dei lavoratori e i livelli occupazionali». A chiederlo è il presidente della Società della Salute della Lunigiana, Riccardo Varese, a seguito degli interventi dal versante sindacale degli ultimi giorni.

Interventi che non hanno suscitato l’apprezzamento di Varese, il quale non si fa scrupolo di sferzare i sindacati.

«Per chi, come noi, è abituato a lavorare - attacca il presidente della SdS Lunigiana - e a non apparire tutti i giorni sulle pagine dei giornali, è mortificante leggere i continui attacchi strumentali da parte di sindacati che non trovano meglio da fare che speculare sulla pelle dei lavoratori. Per affrontare e, se possibile, risolvere i problemi esistono le sedi opportune e spiace che certe cose debbano essere ricordate a chi dovrebbe ben saperlo e, invece, sembra cercare soltanto una sterile visibilità».

A questo punto Varese si appella alla chiarezza per sostenere che «le polemiche non servono a nessuno, anzi mettono a rischio i livelli occupazionali e, di conseguenza, la qualità dei servizi che la Società della Salute della Lunigiana è in grado di offrire. Infatti, in un momento drammatico come quello che tutta l’Italia sta vivendo, sarebbe bene mettere da parte i rispettivi interessi di bottega e collaborare nel superiore interesse generale, come ha detto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il cui monito va sottoscritto in toto».

In conclusione, quindi, il presidente della SdS Lunigiana lancia «un appello a stemperare i toni» e invita i sindacati «a sedersi attorno ad un tavolo, insieme ad Asl 1 di Massa Carrara e Regione Toscana, affinché arrivino più finanziamenti per pagare i lavoratori».

Varese non la nomina mai, ma pare essere la Uil provinciale il bersaglio del presidente della SdS Lunigiana. Infatti, il sindacato in questione, nei giorni scorsi, ha chiamato in causa prima le lavoratrici della cooperativa sociale Cadal, poi quelle della Residenza sanitaria assistita di Pontremoli: nel primo caso a intervenire era stato il segretario provinciale della Uil-Fpl, Fabrizio Dazzi, nel secondo caso Claudio Salvadori, segretario provinciale della Uil sanità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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