La manifestazione
Scoppio di Mulino, risarcimenti cercansi
A due mesi dall’esplosione del metanodotto il Pdl di Tresana invoca un iter burocratico più veloce
TRESANA. «Lo spostamento del PiDi e del giunto lontano dall’abitato del Mulino e l’anticipo dei danni agli abitanti gli obiettivi da raggiungere». Così si legge nel comunicato emesso dal coordinamento comunale del Pdl in merito alla terribile esplosione che è costata un morto, una decina di feriti e pesantissimi danni alle case.
«A due mesi dallo scoppio del gasdotto nella frazione di Mulino - si legge nel documento Pdl - il coordinamento di Tresana si è riunito per fare il punto e individuare gli obbiettivi da raggiungere per la sicurezza e il sostegno agli abitanti del Mulino duramente colpiti dall’evento del 18 gennaio scorso. Anzitutto è necessario che l’amministrazione impegni Snam a spostare dal Mulino sia PiDi che giunto, che rappresenterebbero fonte di preoccupazione per gli abitanti. In secondo luogo sarebbe opportuno accorciare i tempi per l’anticipo dei risarcimenti alle persone danneggiate dall’esplosione. Con decreto 5 marzo 2012 n. 72, il presidente della giunta regionale ha dichiarato lo stato di emergenza ai sensi dell’articolo 11 della Legge regionale 67/2003. Nel decreto stesso si rinvia a successiva delibera l’individuazione delle iniziative da assumere. Accorciare i tempi sarebbe importante per consentire a queste famiglie un maggior respiro: molte di esse hanno dovuto sostenere nell’immediato alcune spese e ricorrere ad un legale per tutelare la propria posizione. Alcuni cittadini ci hanno informato di essere stati contattati dai periti Fire Gest circa dieci giorni dopo l’invio delle documentazioni da parte dei propri legali: tempi nella norma che oggi hanno loro consentito di incontrare i tecnici sul luogo della tragedia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
