Il dolore
Pap test il 3 febbraio Ma l’esito non c’è Interviene l’Arma
MASSA. Qualche giorno fa l’Asl di Massa-Carrara aveva smentito, con un comunicato stampa, una donna che si lamentava perché da diversi giorni attendeva l’esito del pap test che aveva eseguito per...
MASSA. Qualche giorno fa l’Asl di Massa-Carrara aveva smentito, con un comunicato stampa, una donna che si lamentava perché da diversi giorni attendeva l’esito del pap test che aveva eseguito per verificare la presenza di cellule tumorali. L’azienda sanitaria aveva ammesso che mancava un medico, ma che questo non comportava alcun disagio perché gli esiti si potevano ritirare tranquillamente nel giro di poche settimane. Visto quello che è successo ieri mattina, però non sembrerebbe proprio questa la situazione.
Ieri il figlio di un’altra paziente che si era sottoposta al pap test si è recato al laboratorio per chiedere se c’erano i risultati dell’esame. La risposta è stata no e la giustificazione è stata evasiva, visto che comunque la signora era stata visitata il 3 febbraio. Giustificazione tanto evasiva che l’uomo ha deciso di chiamare i carabinieri e di ripresentarsi con i militari davanti all’impiegata che lo aveva liquidato senza troppe spiegazioni. Il figlio della paziente ha voluto fare chiarezza una volta per tutte, facendo stendere un verbale al sottufficiale dell’Arma che lo aveva accompagnato. In effetti il pap test la madre lo aveva fatto il 3 di febbraio.
Visto il verbale delle due l’una: o la donna in questione è stata particolarmente sfortunata e il protocollo che l’Asl dice di rispettare è saltato per un disguido eccezionale, oppure l’azienda sanitaria apuana quando aveva replicato alle accuse non diceva proprio la verità.
Se è vera questa seconda ipotesi c’è un problema serio per chi si sottopone al pap test per la ricerca di cellule tumorali. Attendere un referto di questo tipo per più di un mese è pericolosissimo per le pazienti, soprattutto per patologie, come il tumore all’utero. Il pap test è in grado di scorgere il male nella forma benigna e di prevenire la trasformazione in maligna. I ritardi possono provocare danni enormi.
Detto questo si spera che quello della seconda donna sia un caso eccezionale. Caso eccezionale che però dovrà essere spiegato dall’Asl. Anche perché c’è un verbale dei carabinieri che dice che l’esame del 3 febbraio, a tutto il 21 marzo, non ha ancora avuto una risposta. Perché?.
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